Il Comune di Aosta ha annunciato la revoca completa dell'ordinanza numero 389, emessa lo scorso 27 agosto 2026, che imponeva la bollitura precauzionale dell'acqua potabile in diverse aree del capoluogo valdostano. La decisione, ufficializzata il 4 settembre 2026, segna il ritorno alla normalità per tutti i residenti e le attività commerciali precedentemente interessate dal provvedimento. Con questa revoca, l'intero territorio cittadino, precedentemente sottoposto a restrizioni, può ora usufruire dell'acqua per tutti gli usi domestici e alimentari senza alcuna limitazione, ripristinando il normale utilizzo dell'approvvigionamento idrico.

La determinazione di revocare l'ordinanza è scaturita dagli esiti positivi di una serie approfondita di controlli e analisi. Questi accertamenti sono stati condotti con la massima attenzione dal gestore del servizio idrico integrato, Sev srl. Le indagini, effettuate da molteplici laboratori specializzati, hanno interessato sia gli impianti di trattamento che l'intera rete di distribuzione dell'acqua. I risultati hanno univocamente confermato la piena conformità dell'acqua ai parametri di potabilità e, cosa fondamentale, non hanno rilevato la presenza di alcun fattore inquinante attivo. Si ricorda che l'ordinanza del 27 agosto era stata introdotta come una misura strettamente precauzionale, volta a tutelare la salute pubblica nelle zone specifiche indicate dall'amministrazione comunale, in attesa di verifiche più approfondite.

La revoca completa dopo i controlli sulla rete idrica

La vice-sindaca di Aosta, Valeria Fadda, ha espresso grande soddisfazione per la revoca totale dell'ordinanza, definendola «la notizia che tutte e tutti aspettavamo» e, più in generale, «una buona notizia per la città». Attraverso le dichiarazioni rilasciate contestualmente alla comunicazione ufficiale della revoca, la vice-sindaca ha voluto sottolineare il disagio significativo che i cittadini hanno dovuto affrontare durante la settimana di applicazione delle restrizioni. Ha inoltre evidenziato come la decisione di chiudere definitivamente il provvedimento sia stata resa possibile solo grazie agli ulteriori e rigorosi controlli che hanno pienamente confermato il ripristino delle condizioni di conformità dell'acqua, anche nelle aree che fino a poco prima erano ancora soggette all'obbligo di bollitura.

La tutela della salute pubblica è stata il principio guida che ha motivato l'adozione di una tale prudenza da parte dell'amministrazione comunale. La limitazione imposta sull'utilizzo dell'acqua destinata al consumo umano è stata mantenuta e successivamente rimossa solo in seguito all'acquisizione di un quadro di dati considerato chiaro, completo e inequivocabile. Questi dati hanno riguardato in modo specifico le condizioni qualitative dell'acqua, l'efficienza degli impianti di trattamento e l'integrità dell'intera rete di distribuzione. Con la revoca completa e definitiva, l'obbligo di bollitura non è più in vigore in nessuna delle zone cittadine che erano state inizialmente coinvolte dall'ordinanza emessa il 27 agosto, garantendo così la piena fruibilità dell'acqua.

Il passaggio intermedio: la revoca parziale del primo settembre

È importante ricordare che, prima della revoca totale, un primo significativo passo verso la normalizzazione era già stato compiuto il primo settembre 2026. In quella data, l'ordinanza era stata oggetto di una revoca parziale. Nello specifico, l'acqua era tornata a essere considerata pienamente potabile per tutte le utenze che ricevono l'approvvigionamento dalla stazione di Beauregard. Questa area includeva importanti arterie e quartieri della città, tra cui corso Ivrea, via Brocherel, via Montagnayes, via Monte Emilius, via Viseran, il quartiere Dora, via Col du Mont e via Valli Valdostane. Tuttavia, in quel momento, per le altre aree cittadine non servite dalla stazione di Beauregard, l'obbligo di bollitura dell'acqua era rimasto in vigore, in attesa di ulteriori verifiche e risultati di analisi che potessero garantire la sicurezza idrica a livello esteso.