A Milano, un avvocato di 56 anni, socio di uno dei principali studi civilistici italiani, è stato condannato in primo grado a quattro anni e mezzo di reclusione. La sentenza riguarda i reati di prostituzione minorile e detenzione-cessione di stupefacenti, emessa dai giudici milanesi su richiesta della pm Giulia Floris. I fatti contestati si sono svolti tra il 2020 e il 2021, coinvolgendo incontri con giovani conosciute attraverso una piattaforma online.
La piattaforma digitale si proponeva di organizzare «appuntamenti di alto livello per uomini ricchi e di successo e donne giovani, ambiziose e attraenti».
Il procedimento giudiziario ha messo in luce rapporti con ragazze minorenni, in contesti che includevano anche l'offerta di sostanze stupefacenti. La condanna stabilisce un risarcimento di oltre 20 mila euro a favore dell’unica giovane che si è costituita parte civile nel processo.
Il contesto giudiziario e i precedenti
Il dibattimento si è tenuto a porte chiuse, una misura necessaria data la presenza di minori coinvolte come vittime. Questa recente condanna si aggiunge a un precedente patteggiamento a due anni, nella stessa inchiesta coordinata dalla pm Alessia Menegazzo, per imputazioni analoghe con altre due ragazze anch'esse minorenni. In quel frangente, le giovani erano state istruite a mantenere il silenzio con i loro familiari e con i colleghi dello studio legale.
La ricostruzione degli eventi ha rivelato che gli incontri si svolgevano in un ambiente frequentato anche da professionisti di alto livello. Le ragazze coinvolte, secondo quanto emerso dagli atti, erano consapevoli di ricevere un mantenimento economico per un certo periodo, accompagnando la vita del cliente. In alcune circostanze, poco prima di compiere la maggiore età, alcune di loro avevano persino risieduto nelle abitazioni dei clienti, talvolta con il consenso delle madri.
Denaro, regali e l'offerta di stupefacenti
Le indagini hanno evidenziato che i contatti venivano stabiliti tramite applicazioni e piattaforme di incontri. Le accuse principali vertono su rapporti sessuali con minorenni in cambio di denaro, regali o altri benefici.
In un caso specifico, il valore complessivo di somme e doni è stato stimato in circa 30 mila euro. La sentenza di condanna include anche l'accusa di aver offerto cocaina alle ragazze durante gli incontri.
A seguito della condanna, i giudici hanno inoltre disposto la comunicazione della sentenza all'Ordine degli Avvocati, affinché possano essere valutate eventuali azioni disciplinari nei confronti del professionista.