Il 9 settembre 2026, il cimitero islamico di Palese, a Bari, ha accolto le salme di sette migranti, vittime di una tragica traversata nel Mediterraneo. Queste persone erano decedute a bordo di un'imbarcazione, partita dalla Libia il 16 agosto, che era stata soccorsa il giorno seguente, il 17 agosto, dalla nave Life Support di Emergency. Le sette vittime facevano parte di un gruppo più ampio di migranti, la cui provenienza era prevalentemente dall'Egitto e dalla Somalia. Durante la cerimonia, un foglio bianco listato a lutto è stato posato su una delle sette bare, dal colore che evocava la sabbia del deserto, e su di esso figurava il nome di Rizvani Fatmire, a testimonianza di una delle vite spezzate.

Alla commovente cerimonia di sepoltura ha preso parte Ali Alessandro Pagliara, in qualità di rappresentante della Comunità islamica d’Italia (Cidi) e responsabile del servizio sepolture islamiche. Nel suo intervento, Pagliara ha sottolineato il profondo significato religioso del rito, evidenziando l'importanza di garantire una dignitosa sepoltura ai defunti. Ha affermato: «Oggi facciamo la volontà di Allah, facciamo quello che Allah ci ha chiesto di fare», ribadendo il valore spirituale dell'atto. La tumulazione delle salme nel cimitero di Palese è stata seguita da un momento di raccoglimento e dalla preghiera dedicata ai defunti, in osservanza delle tradizioni islamiche.

La cerimonia nel cimitero islamico di Palese

Il rappresentante della Comunità islamica d’Italia ha ulteriormente illustrato il ruolo cruciale svolto dalla comunità nell'organizzazione e nella gestione dei riti funebri e delle sepolture islamiche. «Noi, come comunità islamica d'Italia, abbiamo l'incarico anche di provvedere alle sepolture islamiche», ha ribadito Pagliara, evidenziando la responsabilità assunta. Durante il suo discorso, ha espresso un sentito ringraziamento alla Croce Rossa Italiana per il meticoloso lavoro svolto nel riconoscimento delle salme e al Comune di Bari per aver messo a disposizione gli spazi necessari all'inumazione nel cimitero.

La scelta del cimitero di Palese per la tumulazione delle sette salme è stata dettata anche dalla saturazione del cimitero monumentale cittadino, che pur dispone di un'area dedicata alle sepolture islamiche.

Questa cerimonia ha rappresentato l'epilogo di un viaggio tragico per persone che non sono riuscite a completare la loro traversata migratoria, i cui corpi sono stati recuperati senza vita, insieme ai superstiti. La sepoltura ha così concluso il lungo e doloroso percorso iniziato con il soccorso in mare e proseguito con le complesse attività di riconoscimento delle salme, restituendo dignità ai defunti.

Il soccorso della Life Support

L'imbarcazione, una barca in legno, aveva lasciato la Libia il 16 agosto, trasportando un gruppo di migranti in cerca di salvezza. Il giorno seguente, il 17 agosto, la nave Life Support di Emergency è intervenuta per un'operazione di soccorso, recuperando sia i superstiti che i sette corpi senza vita.

L'intervento si è svolto nelle acque internazionali, all'interno della zona SAR (Search and Rescue) libica. Successivamente, il 20 agosto 2026, nel porto di Bari, sono sbarcate le persone che erano state soccorse.