Il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, ha pronunciato un significativo intervento nella basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, a Napoli, in occasione della cerimonia del premio intitolato al cardinale Michele Giordano. Al centro del suo discorso, un pressante richiamo alla necessità di una comunicazione capace di disarmare il linguaggio, riducendone drasticamente l’aggressività e, soprattutto, evitando di alimentare la paura. Questo appello si è concentrato in particolare sui temi più delicati del dibattito pubblico contemporaneo, quali la gestione dei migranti, l’analisi dei conflitti globali e la fondamentale rappresentazione dell’altro nella società.
Battaglia ha specificamente richiamato l’uso di termini spesso carichi di pregiudizio e divisione, come “invasione, orde, muri, clandestini, sostituzione etnica e remigrazione”. A questi ha contrapposto con forza un vocabolario basato su concetti etici e universali: dignità, inclusione, libertà, giustizia, cooperazione, uguaglianza e fraternità. Il cardinale ha enfaticamente sottolineato l’imperativo di evitare ogni forma di comunicazione che tenda a trasformare l’altro in un nemico da combattere o in un concorrente da superare, collegando tale approccio anche alla ricerca di facile consenso politico attraverso l’adozione di toni eccessivamente aggressivi e polarizzanti.
Il richiamo sul linguaggio e la responsabilità
Affrontando il tema cruciale del modo in cui vengono narrati il dolore e i conflitti, l’arcivescovo ha invocato una comunicazione che sappia “raccontare il dolore evitando di fare show, di presentarci il conflitto senza alimentarlo”. Questo monito profondo mira a scongiurare il rischio che parole e rappresentazioni mediatiche possano accrescere inutilmente la paura collettiva o, peggio ancora, cristallizzare il confronto sociale in una contrapposizione permanente e irrisolvibile. Nel suo intervento, il cardinale ha ribadito con forza il legame indissolubile tra il linguaggio utilizzato, la responsabilità etica di chi comunica e la scelta accurata e ponderata delle parole, specialmente quando si affrontano questioni sensibili relative a persone, crisi umanitarie e tensioni sociali complesse.
L’appello dell’arcivescovo di Napoli si è esteso anche al modo in cui vengono costruite le narrazioni pubbliche, spesso inclini alla spettacolarizzazione. Ha evidenziato la stringente necessità di una comunicazione che non renda il dolore uno spettacolo e che non esasperi i conflitti attraverso formule retoriche che accentuano la distanza e la divisione tra gli individui. Il suo discorso ha mantenuto un focus costante e penetrante sul potere intrinseco del linguaggio e delle parole impiegate per descrivere l’altro, sottolineando come una comunicazione consapevole, empatica e responsabile possa concretamente contribuire a ridurre la paura e l’aggressività diffuse nella società contemporanea, promuovendo invece comprensione e dialogo.
Il Premio Cardinale Michele Giordano
La cerimonia di premiazione si è svolta nell’ambito della XIV edizione del prestigioso Premio cardinale Michele Giordano. L’evento ha avuto luogo lunedì 28 settembre 2026, con inizio alle ore 16:00, presso la solenne Basilica Santuario Incoronata Madre del Buon Consiglio, situata nella città di Napoli.