Vasto, 1 settembre 2026, ore 12:31 – Lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte per la cosiddetta “famiglia nel bosco”, ha espresso il suo commento sul recente via libera concesso dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila. La decisione giudiziaria autorizza un ricongiungimento progressivo dei bambini con i loro genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Questa pronuncia è attesa con grande attenzione, poiché la coppia è stata al centro di una lunga e complessa vicenda legale che ha visto i figli collocati in casa famiglia, in attesa di un percorso di riavvicinamento ora finalmente delineato dai giudici minorili.

Cantelmi ha descritto il provvedimento come un momento cruciale che, pur mantenendo la famiglia in una fase ancora profondamente dolorosa, offre finalmente una chiara prospettiva di uscita. Le sue parole rispecchiano la tensione e la speranza: “Con la decisione del Tribunale la famiglia resta ancora nel tunnel disgraziato ma finalmente intravede una luce. A questa luce si aggrappano due genitori stremati e sull'orlo del collasso emotivo”. Il perito ha sottolineato come questo giudizio sia intrinsecamente legato alla difficile condizione psicologica dei genitori e alla natura del percorso stabilito dal Tribunale, il quale non prevede un ritorno immediato e definitivo dei minori, bensì un rientro graduale, articolato in tappe ben definite.

Il Rientro Progressivo e l'Importanza del Contesto Familiare

Secondo il dottor Cantelmi, il rientro graduale dei bambini rappresenta, nell'attuale e delicata situazione, l'unica strada concretamente praticabile per assicurare un sereno ricongiungimento. Il perito ha inoltre attribuito un rilievo particolare alla possibilità che i minori possano rivedere i genitori nel loro ambiente di origine, ovvero il luogo in cui vivevano prima dell'allontanamento. Questo contesto, fortemente legato alla natura e alla presenza degli animali, è considerato fondamentale per il benessere psicologico dei bambini. Cantelmi ha infatti dichiarato: “Trovo, inoltre, significativa la possibilità che i bimbi possano incontrare i genitori nel luogo primario, dove hanno gustato la felicità dei giochi in armonia con la natura e con gli amatissimi animali”.

Questa scelta mira a ricreare un ambiente familiare e affettivo, ritenuto essenziale per la stabilità emotiva dei minori.

Il parere del perito si colloca all'interno del più ampio provvedimento emesso dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila, il quale ha formalmente autorizzato il ricongiungimento progressivo. In questo contesto, Cantelmi ha rivolto un accorato invito a Nathan e Catherine, esortandoli a una piena collaborazione e a una ferma resistenza fino al completamento dell'intero percorso. Nel corso del suo intervento, lo psichiatra ha anche espresso un giudizio critico sull'intera vicenda, definendola “sproporzionata”. Ha richiamato l'attenzione sulla condizione di profondo stress dei genitori e sul collocamento dei figli in casa famiglia, identificando quest'ultimo come un elemento centrale e particolarmente doloroso della difficile fase che la famiglia sta attraversando.

Le Modalità del Percorso di Rientro

Il provvedimento del Tribunale stabilisce che il rientro dei bambini nella casa familiare non avverrà in maniera immediata e definitiva. Al contrario, è stato delineato un percorso strutturato e graduale, articolato in diverse tappe. Questo iter sarà costantemente monitorato dai servizi sociali, i quali avranno il compito di seguire attentamente ogni fase del reinserimento dei minori nel contesto familiare. L'obiettivo è garantire un ritorno sereno e supportato, minimizzando eventuali traumi e favorendo l'adattamento progressivo dei bambini alla nuova (o ritrovata) routine familiare. La supervisione dei servizi sociali è considerata cruciale per valutare l'andamento del ricongiungimento e intervenire, se necessario, per assicurare il benessere dei minori e il rispetto delle condizioni stabilite dal Tribunale.