Il 5 settembre 2026, lo psichiatra italiano Tonino Cantelmi ha criticato i tempi prolungati per il ricongiungimento dei tre bambini della cosiddetta "famiglia del bosco" con i genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Cantelmi ha evidenziato il ritardo tra l'istanza di ricongiungimento, presentata il 25 giugno, e la risposta del tribunale, giunta il 31 agosto. L'esperto ha inoltre censurato il rinvio dell'attuazione delle disposizioni giudiziarie da parte dei servizi sociali, collegando tale dilazione alla profonda sofferenza che affligge la coppia e i loro figli.
Cantelmi ha definito Nathan Trevallion e Catherine Birmingham "genitori straziati", richiamando la loro speranza di riabbracciare i figli. Nel suo intervento, ha citato l'espressione "il tempo delle lacrime", attribuita a Catherine, e ha messo in dubbio che il protrarsi dell'attesa rispetti pienamente la dignità umana. Lo psichiatra ha ribadito che i bambini necessitano, prima di tutto, dell'amore dei propri genitori, collegando la privazione di questo legame fondamentale a una condizione di sofferenza.
Il provvedimento sul ricongiungimento
Il Tribunale dell’Aquila ha concesso il via libera al ricongiungimento della famiglia nel bosco, prevedendo tuttavia un iter graduale per il reinserimento dei tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, con il monitoraggio dei servizi sociali.
Il provvedimento è giunto dopo un'istanza presentata dall'avvocato ed ex senatore leghista Simone Pillon, basata su nuovi elementi che hanno permesso di modificare la precedente decisione dei giudici.
Pillon aveva richiesto che il ricongiungimento avvenisse prima dell'inizio dell'anno scolastico, al fine di favorire una "routine familiare conciliante". Il periodo tra l'istanza del 25 giugno e la risposta del 31 agosto rimane il fulcro della critica di Cantelmi, che a questo lasso di tempo associa la sofferenza della coppia e la sua pressante richiesta di un'attuazione immediata delle disposizioni del tribunale.
La vicenda della famiglia nel bosco
La vicenda ha per protagonisti una coppia anglo-australiana e i figli, la cui vita era legata a un casolare in un bosco vicino Palmoli, in provincia di Chieti, in Abruzzo. Nel settembre 2024, la famiglia è stata ricoverata in ospedale.