La Corte d'Appello della Corte dei conti a Roma ha escluso il danno erariale per la realizzazione del nuovo tratto dell'autostrada A2, tra gli svincoli Mileto-Rosarno. La sentenza chiude una contestazione legata a una presunta errata progettazione esecutiva e alla mancata acquisizione del parere dell'Autorità di bacino. La notizia è del 25 settembre 2026.
L'accusa iniziale ipotizzava un danno superiore ai 20 milioni di euro. Il procedimento verteva sui rischi idrogeologici nell'area dei viadotti presso il Fiume Mesima e su una variante che, per l'accusa, non andava realizzata per gli stessi rischi.
Appelli accolti: annullate le condanne di primo grado
I giudici d'appello hanno accolto le impugnazioni di diversi professionisti: il geologo Giovanni Parlato (difeso da Giacomo Carbone), Marco Angelo Bosio (Rup dei lavori, difeso da Carbone e Arturo Cancrini), il direttore dei lavori Giovanni Fiordaliso (difeso da Felice Domenico Retez), il secondo Rup Consolato Cutrupi (difeso da Marianna Vazzana e Vincenzo Floccari), Salvatore Bruni (difeso da Crescenzio Santuori e Raffaele Ruocco) e Vincenzo De Vita (difeso da Giovanni Spataro).
In precedenza, la Corte dei conti della Calabria aveva condannato Bosio a un danno erariale di circa tre milioni di euro e Parlato a circa 490.000 euro. Condanne per circa 900.000 euro erano state indicate anche per Fiordaliso e Cutrupi, tutte ora annullate.
Le motivazioni della decisione della Corte d'Appello
La Corte dei conti ha accolto le deduzioni difensive valorizzando la fruizione dell'opera per un cospicuo numero di anni dopo il collaudo definitivo senza riserve. Nella decisione è stata considerata anche la presenza di una vicenda contrattuale "travagliata" e non lineare, elemento che, per i giudici, aveva potuto far ritenere incolpevolmente non necessari nuovi pareri e autorizzazioni.
Il provvedimento è la sentenza n. 103 del 12 giugno 2026 della seconda sezione centrale di appello.