Una tragica notizia scuote la comunità di Palermo: Salvatore Zora, un rider di 37 anni che lavorava per Glovo, è deceduto nel reparto di rianimazione dell’ospedale Civico. La sua morte è sopraggiunta dopo un grave incidente stradale avvenuto al Foro Italico, dove il suo scooter si è scontrato con una bici elettrica condotta da una ragazza di soli 16 anni. La notizia del decesso è stata diffusa il 25 settembre 2026, alle 16:44, a seguito di un ricovero d’urgenza. Salvatore Zora lascia la moglie e due figlie piccole, un dolore immenso per la sua famiglia.

L’incidente, che ha avuto luogo il 24 settembre 2026, ha visto coinvolti i due mezzi in un impatto violento. Secondo le prime ricostruzioni, lo scontro è avvenuto nella zona della Cala di Palermo, un’area che ha richiesto l’intervento immediato dei soccorsi. Sia il trentasettenne che la minorenne sono rimasti gravemente feriti nell’impatto, necessitando di cure urgenti sul posto prima del trasferimento in ospedale.

I soccorsi e il drammatico ricovero

Le condizioni dei due feriti sono apparse subito critiche al personale del 118 intervenuto sul luogo dell’incidente. I sanitari hanno prontamente prestato le prime cure e, vista la gravità della situazione, hanno disposto il trasferimento d’urgenza in ospedale in codice rosso.

Per Salvatore Zora, il percorso di cura è proseguito nel reparto di rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo, dove purtroppo è avvenuto il decesso, nonostante gli sforzi del personale medico.

Nell’immediatezza dell’accaduto, gli agenti della polizia municipale sono intervenuti per gestire la situazione e hanno provveduto a chiudere temporaneamente la strada interessata dallo scontro. Questo provvedimento è stato necessario per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi del caso. Le informazioni disponibili si concentrano sulla collisione diretta tra lo scooter del rider e la bici elettrica, senza fornire ulteriori dettagli sulla dinamica esatta dell’impatto.

Il ricordo e la posizione della Cgil sulla sicurezza sul lavoro

Salvatore Zora, che aveva 37 anni e lavorava come rider per Glovo, era padre di due bambine. La sua tragica scomparsa ha riacceso il dibattito sulla sicurezza sul lavoro, in particolare per i lavoratori delle consegne. La Cgil, in una nota diffusa dopo la morte del rider, ha espresso una ferma posizione, sottolineando la necessità di andare oltre il semplice cordoglio di fronte a eventi così drammatici.

Nel messaggio del sindacato si legge: “Di fronte all'ennesimo lavoratore che perde la vita sulle nostre strade non possiamo limitarci al cordoglio. Morire mentre si lavora non può mai essere considerato inevitabile”. Questa dichiarazione evidenzia la crescente preoccupazione per le condizioni di chi svolge professioni ad alto rischio, come quella dei rider, e la richiesta di maggiori tutele per prevenire simili tragedie.