A seguito delle recenti rivelazioni che indicano come il Comune di Crans-Montana potesse essere stato informato del potenziale rischio d’incendio legato alla schiuma fonoassorbente, Andrea Costanzo, padre di Chiara, la sedicenne vittima del tragico rogo di Capodanno, ha espresso il suo profondo sconcerto. Intervenendo da Milano il 7 settembre 2026, Costanzo ha dichiarato che la notizia lo ha lasciato «senza parole», sottolineando l’urgente necessità di fare piena luce su quanto accaduto.
La sua richiesta è categorica: vuole che si indaghi a fondo su eventuali omissioni e sulle ragioni per cui un pericolo, che sarebbe stato chiaramente segnalato, non sarebbe stato affrontato con la dovuta serietà.
Per il padre di Chiara, la verità è un bisogno primario per tutte le famiglie colpite. La sua posizione si concentra su ciò che è stato fatto, su ciò che è stato trascurato e sulle motivazioni dietro le presunte mancate decisioni. Costanzo ha ribadito di non voler in alcun modo sostituirsi all’autorità giudiziaria, né di voler stabilire responsabilità, ma ha enfatizzato il peso cruciale di ogni informazione che avrebbe potuto, se considerata, contribuire a evitare la devastante tragedia. L’auspicio è che l’inchiesta in corso possa procedere con la massima trasparenza, arrivando fino in fondo e dissipando ogni zona d’ombra.
La posizione del padre di un sopravvissuto
Nella stessa drammatica vicenda, si è espresso anche Valentino Giola, padre di Giuseppe, uno dei giovani sopravvissuti all’incendio.
Per Giola, la recente notizia «corroborra l'ipotesi della Procura», rafforzando l’idea di una negligenza che, a suo giudizio, era già emersa nelle fasi iniziali delle indagini. Il padre di Giuseppe ha affermato di seguire con grande attenzione gli sviluppi dell’inchiesta, pur mantenendo un necessario distacco emotivo per preservare un equilibrio mentale di fronte al continuo susseguirsi di informazioni. Nel suo intervento, ha inoltre richiamato la particolare condizione di chi, come lui, ha avuto la fortuna di vedere il proprio figlio sopravvivere al rogo, pur con le conseguenze che questo comporta.
L'allarme sulla schiuma fonoassorbente
Il contesto che ha scatenato queste reazioni dei familiari si basa su una comunicazione cruciale, attribuita a Rose-Marie Clavien.
Ex delegata all’edilizia nell’amministrazione locale tra il 2017 e il 2024, Clavien avrebbe segnalato il rischio specifico che la schiuma fonoassorbente, installata nel bar Le Constellation, potesse facilmente prendere fuoco. Questa comunicazione, ora al centro dell’attenzione, precede il tragico evento. Clavien è stata interrogata il 28 agosto 2026 dagli inquirenti e, in merito a questo aspetto specifico, si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere. L’inchiesta sul rogo, divampato la notte di Capodanno, continua a esplorare ogni dettaglio per chiarire le dinamiche e le eventuali responsabilità.