A Genova, dopo la partita Genoa-Como allo stadio Ferraris, due ultras genoani di 54 e 53 anni sono stati denunciati dalla Digos e destinatari di Daspo di sette e tre anni. Al termine dell'incontro, che ha registrato la presenza di 26mila tifosi, tra cui 886 ospiti regolarmente arrivati e defluiti dallo stadio, un gruppo di ultras del Genoa, con il volto coperto e armato di bastoni e oggetti contundenti, è partito.

Il gruppo ha iniziato a lanciare oggetti verso gli schieramenti della forza pubblica. L'intervento degli operatori ha fatto desistere e disperdere i partecipanti.

Nel corso delle attività sono stati sequestrati quattro bastoni e un tubo idraulico, elementi rinvenuti dopo gli episodi avvenuti al termine della gara.

Le Denunce e i Provvedimenti

Le indagini avviate dalla Digos hanno portato al deferimento all'autorità giudiziaria dei due ultras genoani. I reati contestati sono violenza a pubblico ufficiale aggravata in concorso, lancio di oggetti atti a offendere in concorso, travisamento in occasione di manifestazioni pubbliche e porto di armi o oggetti atti aoffendere. Nei confronti dei due tifosi sono stati adottati provvedimenti di Daspo di sette e tre anni. I provvedimenti sono stati adottati dal Questore in via d'urgenza e hanno riguardato soggetti già precedentemente destinatari di analogo provvedimento.

Le Indagini Proseguono

La Digos prosegue le indagini per identificare gli altri componenti del gruppo che ha preso parte agli episodi successivi a Genoa-Como. Restano in corso anche le attività investigative della Digos avviate alla vigilia dell'incontro tra il Genoa e il Deportivo La Coruña per quanto avvenuto in piazza delle Erbe. Questo filone viene richiamato insieme agli accertamenti sugli episodi seguiti a Genoa-Como, senza che risultino indicati ulteriori provvedimenti nella ricostruzione disponibile.

Il Daspo è il Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive. La misura è disciplinata dall'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ed è indicata come uno degli strumenti previsti in Italia per la prevenzione della violenza nello sport. Ha natura preventiva e vieta al destinatario l'accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, nonché a specifiche aree adiacenti, per un periodo determinato.