Un detenuto-lavorante è stato bloccato e arrestato dalla Polizia Penitenziaria nel carcere di Napoli-Secondigliano. L'uomo è stato trovato in possesso di circa mezzo chilo di hashish, suddiviso in cinque panetti, mentre si trovava all'interno dell'istituto penitenziario napoletano. L'operazione, avvenuta il 12 settembre 2026, ha portato al sequestro della sostanza stupefacente e all'immediato fermo del detenuto.

Gli investigatori ipotizzano che il detenuto potesse sfruttare la sua libertà di circolazione interna, concessa dalla sua posizione di lavorante, per trasferire la droga da un'area all'altra della casa circondariale.

L'intervento è stato coordinato dal comandante Gianluca Colella.

L'intervento della Polizia Penitenziaria a Secondigliano

L'Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria (Uspp), tramite il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, ha collegato l'arresto al costante lavoro di controllo svolto dal personale penitenziario negli spazi interni dell'istituto. I rappresentanti sindacali hanno evidenziato come l'operazione, coordinata dal comandante Gianluca Colella, abbia impedito la circolazione di un consistente quantitativo di droga all'interno del carcere.

L'Uspp ha espresso vivo apprezzamento per l'arresto e il sequestro dei cinque panetti di hashish. Moretti e Auricchio hanno inoltre richiamato l'attenzione sul ruolo quotidiano degli agenti nella sicurezza degli istituti di pena, sottolineando le difficili condizioni di lavoro del personale e la problematica degli organici non sempre adeguati, elementi che accompagnano l'attività di presidio interna.

Precedenti sequestri di droga e telefoni nel carcere

Il carcere di Secondigliano è stato teatro di ulteriori operazioni di contrasto al traffico illecito. Già il 6 marzo 2026, una perquisizione ordinaria condotta dalla Polizia Penitenziaria aveva portato a significativi sequestri all'interno dello stesso istituto. I controlli, svolti specificamente nel reparto Liguria e nelle sezioni cinque e sei dell'area di Alta Sicurezza, avevano rivelato la presenza di 20 smartphone, tre microtelefonini e sei panetti di hashish, tutti introdotti illegalmente nella struttura.

Questa precedente operazione era stata resa nota da Raffaele Munno, vicesegretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, aveva sottolineato come tali episodi confermassero l'impegno costante della Polizia Penitenziaria nella lotta contro la droga e i dispositivi di comunicazione clandestini nelle carceri. Capece aveva anche evidenziato la crescita del fenomeno e la necessità di rafforzare la sicurezza con tecnologie più avanzate. Il sindacato aveva inoltre ricordato la situazione di sovraffollamento del carcere di Secondigliano, che al 28 febbraio 2026 ospitava 1.534 detenuti, inclusi 137 donne, a fronte di circa 1.000 posti regolamentari.