Saranno processati gli undici poliziotti della Polizia stradale di Pratola Peligna coinvolti nella maxi inchiesta sui cosiddetti “furbetti del sonnellino”. Lo ha stabilito il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini, al termine di due giornate dedicate alle discussioni della Procura e alle arringhe delle difese.
Il gup ha accolto le richieste del procuratore capo Luciano D’Angelo e del sostituto Stefano Iafolla, ritenendo che il quadro accusatorio presenti elementi sufficienti per essere sottoposto al vaglio del dibattimento.
La prima udienza è stata fissata per il prossimo 16 dicembre.
Le accuse
Davanti ai giudici compariranno Paolo Di Loreto, Alessio Imperatore, Gianni Ranieri, Angelo Tarola, Alfonso Bartoli, Pasquale Berarducci, sindaco di Rocca Pia, Beniamino Del Rosso, Luca Madonna, Franco Perna, Dino Petrella e Vincenzo Fiorentino.
Le accuse, contestate a vario titolo, comprendono truffa ai danni dello Stato, falso, peculato, furto, omissione di atti d’ufficio, omissione di soccorso e interruzione di pubblico servizio.
Per tre degli imputati è però caduta l’accusa di omissione di atti d’ufficio. Nei loro confronti il giudice ha emesso una sentenza di non luogo a procedere.
L’inchiesta e gli accertamenti
L’indagine della Procura ha preso in esame un periodo compreso tra il 2019 e il 2022.
Per ricostruire i comportamenti contestati, gli investigatori hanno utilizzato intercettazioni ambientali e telefoniche, pedinamenti, localizzazioni attraverso la tecnologia Gps e immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza.
Secondo la ricostruzione accusatoria, alcuni agenti, durante l’orario di servizio, avrebbero abbandonato le proprie postazioni, dormito all’interno delle auto di servizio durante i turni notturni e trascorso parte del tempo di lavoro in esercizi commerciali.
Tra le contestazioni figura anche l’utilizzo delle vetture di servizio per esigenze private. Altri episodi riguarderebbero invece il mancato intervento in occasione di un incidente stradale e l’omessa prestazione di soccorso nei confronti di un veicolo rimasto in panne.
Gli indagati hanno sempre respinto le circostanze contestate, sostenendo la propria estraneità ai fatti.
La fase cautelare
Le accuse erano già state esaminate durante la fase cautelare. In quell’occasione, dieci degli undici poliziotti erano stati sospesi dal giudice per le indagini preliminari.
Il tribunale del Riesame aveva però successivamente disposto il loro reintegro in servizio.
L’inchiesta aveva coinvolto complessivamente 19 agenti della Polizia stradale. Per gli altri otto è stata disposta l’archiviazione, ritenendo meno gravi i fatti loro contestati.
Con il rinvio a giudizio si apre ora la fase dibattimentale, nella quale dovranno essere valutate le contestazioni e le responsabilità individuali degli imputati.
Gli undici poliziotti sono assistiti dagli avvocati Andrea Marino, Mauro Maiorano, Roberto Tinari, Augusto La Morgia, Alessandro Scelli, Silvia Iafolla, Vincenzo Margiotta e Luigi Di Loreto.