Don Massimo Biancalani ha ufficializzato a Pistoia la presentazione di un ricorso al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. L'azione legale è diretta contro il decreto del Dicastero del Clero che, lo scorso agosto, ha confermato la sua rimozione dalle parrocchie di Vicofaro e Ramini. Il sacerdote, noto per la sua decennale attività di accoglienza dei migranti e già allontanato dalle due chiese pistoiesi, contesta il provvedimento della Santa Sede, giunto dopo la decisione iniziale dell'ex vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli.

Il ricorso, un documento di tredici pagine redatto in latino, è stato curato dagli avvocati Elena Baldi e Fausto Malucchi. L'impugnazione si concentra sulla legittimità procedurale della decisione, con particolare enfasi sulla vicenda della parrocchia di Ramini. Un precedente ricorso del sacerdote contro la decisione del vescovo Tardelli era già stato respinto dal Vaticano nel mese di agosto.

Il fulcro del contenzioso: la parrocchia di Ramini

La contestazione dei legali verte principalmente sul modo in cui il Dicastero del Clero ha gestito la situazione di Ramini. Gli avvocati sostengono che la questione sia stata affrontata con motivazioni sommarie e indebitamente sovrapposta alla precedente esperienza di accoglienza dei migranti a Vicofaro, conclusasi con lo sgombero dell'estate 2025.

La difesa evidenzia inoltre l'assenza di formali ammonimenti o richiami per specifiche violazioni relative alla chiesa di Ramini.

Don Biancalani ha ribadito che il ricorso mira a ottenere giustizia e chiarezza riguardo alla sua rimozione. Il sacerdote difende con fermezza il percorso di accoglienza e solidarietà avviato negli ultimi dieci anni, sia nella parrocchia di Vicofaro sia nel progetto di Ramini, sottolineando come le due vicende debbano essere considerate distinte. A Ramini, in particolare, sono attualmente accolte circa 50 persone, la cui tutela rappresenta una priorità per il sacerdote. Nel 2024, Biancalani aveva già rifiutato un trasferimento all'Ufficio missionario della diocesi di Pistoia.

Il ruolo del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica

Il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, spesso paragonato alla Cassazione nell'ordinamento canonico, ha il compito di esaminare il corretto rispetto delle procedure formali e la presenza dei requisiti motivazionali alla base del provvedimento. Il tribunale non riesamina i fatti nel merito né entra nel giudizio espresso. Un pronunciamento è atteso entro due o tre mesi; in caso di accoglimento del ricorso, si aprirà la fase dibattimentale che condurrà alla sentenza definitiva.