Si chiude dopo cinque anni l'esperienza di don Francesco Di Marzio alla guida dell'organizzazione della Festa della Bruna. Il sacerdote non ricoprirà più gli incarichi di delegato arcivescovile e vicepresidente dell'Associazione Maria Santissima della Bruna, realtà impegnata nella preparazione della festa patronale di Matera del 2 luglio.
È stato lo stesso don Di Marzio a rendere nota la decisione con un messaggio pubblicato sui social. Un'occasione per ripercorrere il cammino compiuto negli ultimi cinque anni, tra responsabilità, iniziative e momenti differenti.
Nel suo bilancio trovano spazio "incontri, scelte, progetti, momenti di gioia e altri più faticosi", esperienze diverse che, secondo il sacerdote, hanno avuto un elemento comune: la fede.
Il significato della Festa
Al centro della riflessione di don Di Marzio c'è il significato religioso della celebrazione, che va oltre gli aspetti organizzativi e le tradizioni che accompagnano il 2 luglio. "La Festa, prima di tutto, è Maria. È il legame profondo di Matera con la sua Protettrice, ed è Maria che conduce a Cristo", ha scritto.
Nel corso del suo incarico, particolare attenzione è stata dedicata anche al coinvolgimento delle giovani generazioni. Un percorso che ha interessato sia i bambini, presenti nelle attività legate al Carro trionfale, sia i ragazzi e i giovani che partecipano più direttamente all'organizzazione e alla vita della Festa.
La tradizione e il futuro
La conclusione dell'incarico diventa così anche un momento di riflessione sul futuro della Festa e sulla necessità di trasmetterne il patrimonio alle generazioni successive.
"Ora che questo servizio si conclude - ha aggiunto - resta soprattutto una convinzione: una tradizione vive davvero quando riesce a essere consegnata a chi viene dopo senza perdere la propria anima".
Nel congedarsi, don Di Marzio ha voluto ricordare le diverse persone incontrate durante il suo percorso: dagli anziani alle famiglie, fino a quanti hanno incrociato il cammino della Festa durante il Peregrinatio.
Un ringraziamento è stato rivolto anche a tutte le persone che hanno lavorato al suo fianco nel corso del quinquennio.
Il sacerdote ha affidato a Maria ciò che verrà dopo, chiudendo il suo messaggio con una frase che riassume il senso dell'esperienza vissuta: "Il resto - ha concluso - lo affido alle sue mani. Tutto è stato grazia".