Un’operazione condotta dalla polizia penitenziaria ha sventato un tentativo di introduzione di materiale illecito all’interno della casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa. Nella notte tra il 27 e il 28 settembre 2026, gli agenti sono intervenuti bloccando un drone che trasportava un significativo carico di droga, telefoni cellulari e dispositivi per la connessione. L’intervento, avvenuto all’interno dell’istituto penitenziario siracusano, è stato prontamente comunicato dall’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp), evidenziando la crescente minaccia rappresentata dall’uso di tecnologie avanzate per aggirare i sistemi di sicurezza carcerari.

Giuseppe Argentino, segretario provinciale dell’Osapp, ha sottolineato l’importanza cruciale della prontezza operativa e dell’efficacia dei sistemi di sicurezza esistenti. Secondo Argentino, la capacità di reazione degli agenti “ha fatto la differenza” nel contrastare questo tipo di traffico illecito. Ha inoltre evidenziato come l’utilizzo di strumenti tecnologici per violare i perimetri carcerari rappresenti una sfida costante, richiamando l’attenzione sulle criticità operative che gli istituti penitenziari devono affrontare quotidianamente per mantenere elevati standard di sicurezza.

Il carico illecito intercettato

Il velivolo a pilotaggio remoto era stato equipaggiato per trasportare un consistente quantitativo di sostanza stupefacente e una serie di strumenti di comunicazione non autorizzati.

Nel dettaglio, il carico intercettato comprendeva quasi un chilogrammo di hashish, diversi telefoni cellulari e numerosi router Wi-Fi, tutti destinati a essere introdotti clandestinamente tra i detenuti. Il tentativo di consegna è stato neutralizzato grazie alla vigilanza e all’intervento tempestivo del personale in servizio nella casa circondariale, che ha impedito che il materiale raggiungesse i destinatari.

Gianluca Sommariva, rappresentante sindacale dell’Osapp, ha ribadito la gravità della situazione, definendo l’introduzione di droni una “minaccia quotidiana per la sicurezza degli istituti penitenziari”. Il sequestro avvenuto nella notte di Siracusa conferma la persistenza di questi tentativi di traffico illecito, che mirano a fornire ai detenuti sia sostanze stupefacenti che mezzi di comunicazione, compromettendo l’ordine e la disciplina all’interno delle strutture carcerarie.

L’operazione ha permesso di sottrarre un carico significativo che avrebbe potuto avere gravi ripercussioni sulla sicurezza interna.

La struttura penitenziaria di Cavadonna

La casa circondariale di Siracusa, situata in via Monasteri, 20, in contrada Cavadonna, si trova a circa 15 chilometri dal centro abitato della città. Questa struttura penitenziaria è entrata in funzione nel febbraio del 1997, subentrando al precedente istituto di via Vittorio Veneto 227, che era stato gravemente danneggiato dal sisma del 17 dicembre 1990 e reso inagibile. La sua posizione decentrata e le caratteristiche strutturali la rendono un punto focale per le operazioni di sicurezza e controllo del territorio circostante.

I dati aggiornati al 10 settembre 2026 indicavano che la struttura di Cavadonna disponeva di 545 posti regolamentari, a fronte di una popolazione detentiva di 707 presenze, evidenziando una situazione di sovraffollamento. Per quanto riguarda il personale di polizia penitenziaria, i dati al 31 agosto 2026 registravano 258 effettivi, rispetto ai 310 previsti dalla pianta organica, indicando una carenza di unità. Il quadro del personale era completato da 28 amministrativi effettivi su 29 previsti e da otto educatori effettivi, un numero superiore ai sei previsti, a testimonianza dell’impegno nel settore rieducativo.