A Bolzano, il 2 settembre 2026, l’Alleanza per le famiglie dell’Alto Adige ha lanciato un appello per lo sblocco immediato delle gite didattiche, dei viaggi d’istruzione e delle collaborazioni con esperti esterni. Questa richiesta giunge dopo un anno scolastico intero caratterizzato dalle proteste del personale docente, e mira a ripristinare le attività esterne all’aula che coinvolgono attivamente bambine, bambini e giovani nelle scuole del territorio.
L’organizzazione ha ribadito il proprio sostegno a numerose richieste avanzate dal corpo docente.
Tra queste, la nota dell’Alleanza menziona la necessità di una retribuzione adeguata, l’adeguamento all’inflazione, una specifica remunerazione per i viaggi d’istruzione, una copertura assicurativa idonea e risorse sufficienti per l’inclusione scolastica. Tuttavia, l’Alleanza sottolinea che, sebbene queste istanze debbano rimanere al centro delle trattative in corso, non possono e non devono impedire un altro anno di attività didattiche esterne.
L'appello dell'Alleanza e le trattative in corso
Il fulcro dell’intervento dell’Alleanza si concentra sulla ripresa immediata delle uscite didattiche, dei viaggi d’istruzione e della collaborazione con personale specializzato. L’associazione ha dichiarato con fermezza che «bambine, bambini e giovani non possono affrontare un altro anno scolastico con un’offerta formativa limitata».
Questa posizione, pur riconoscendo la legittimità delle rivendicazioni del personale docente, mira a distinguere chiaramente la trattativa sindacale dalla necessaria continuità delle attività educative e formative.
Nel documento programmatico, vengono esplicitamente citati progetti fondamentali per la prevenzione delle dipendenze, il contrasto al bullismo e lo sviluppo delle competenze digitali. L’Alleanza considera tali attività una componente essenziale dell’esperienza formativa complessiva e insiste sulla necessità di definire regole chiare sia sul piano del diritto del lavoro sia per quanto concerne la copertura assicurativa. La richiesta finale è di proseguire le trattative per costruire soluzioni sostenibili, ma di consentire fin da subito la ripresa delle uscite didattiche, dei viaggi d’istruzione e delle collaborazioni specialistiche.
Il contesto delle proteste dei docenti
La mobilitazione riguardante le attività extrascolastiche ha avuto origine in particolare nella scuola di lingua tedesca dell’Alto Adige, focalizzandosi sullo stop alle uscite didattiche. Nell’ambito della trattativa in corso tra i sindacati della scuola e la Provincia, sono state incluse anche le indennità per lo svolgimento di attività specifiche, quali l’accompagnamento degli studenti in gita e la sorveglianza durante il servizio mensa. Questo quadro evidenzia la complessità delle negoziazioni in atto.