Marzia Fedele, 61 anni, è stata accusata di omicidio aggravato dalla premeditazione in relazione alla morte del padre, Giuliano Fedele, di 91 anni. Il tragico evento si è verificato nella stanza della Rsa di Percoto, una frazione di Pavia di Udine, nella mattinata precedente l'11 settembre 2026. La donna si trova attualmente detenuta nel carcere di Trieste, dove è stata trasferita dopo gli approfonditi accertamenti condotti dai carabinieri della Compagnia di Palmanova, sotto il coordinamento della Procura di Udine.

L’accusa si concentra sull’aggressione al genitore, che era ospite della struttura insieme alla moglie.

Secondo le ricostruzioni iniziali, Marzia Fedele avrebbe raggiunto il padre durante una visita e avrebbe agito in un momento in cui non vi erano altre persone presenti, motivo per cui non risultano testimoni diretti dell’aggressione. Dopo i fatti, la donna non avrebbe tentato la fuga; al contrario, si sarebbe presentata spontaneamente ai carabinieri, ammettendo quanto accaduto.

Le indagini e la dinamica dell'aggressione

Le indagini investigative suggeriscono che la 61enne abbia colpito il padre con diverse coltellate. Gli elementi finora raccolti indicano una decina di colpi, ma sarà l’autopsia a dover stabilire con precisione il numero complessivo delle ferite e a fornire dettagli cruciali sulla dinamica esatta dell’aggressione e sulle cause specifiche del decesso.

L’incarico per l’esame autoptico è considerato un passaggio fondamentale per definire il quadro medico-legale completo.

Gli inquirenti, sempre coordinati dalla Procura di Udine, stanno lavorando intensamente per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e per chiarire il movente che ha spinto la donna all’azione. Un possibile movente viene collegato alle dichiarazioni rese dalla stessa Marzia Fedele, la quale avrebbe descritto una situazione personale e psicologica divenuta progressivamente insostenibile. La donna era infatti la principale responsabile delle esigenze dei due genitori anziani, entrambi ospiti della medesima casa di riposo.

Il contesto familiare e le ipotesi sul movente

L’impegno della donna, come emerso dagli accertamenti, non riguardava solo gli aspetti logistici e assistenziali legati alla cura dei genitori, ma anche quelli economici, specificamente connessi al sostegno contemporaneo delle due rette della struttura.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, vi è quindi un possibile movente economico, presumibilmente collegato ai costi elevati della permanenza di entrambi i genitori nella casa di riposo. È stato inoltre accertato che la madre della donna risiede nella stessa struttura, ma si trovava su un altro piano al momento dell’omicidio e, pertanto, non ha assistito al tragico evento.