Il 21 settembre 2026, la Guardia di finanza ha celebrato il suo patrono, San Matteo, con due distinte funzioni religiose. A Perugia, la messa si è tenuta nella Basilica di San Pietro, presieduta da monsignor Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, e concelebrata da don Giuseppe Maria Balducci, decano militare interforze.

Alla celebrazione perugina hanno preso parte il comandante regionale Umbria della Guardia di finanza, generale Francesco Mazzotta, insieme a ufficiali e militari dei comandi e reparti umbri. Erano presenti anche i rappresentanti delle Sezioni dell’Anfi (Associazione nazionale finanzieri d’Italia) e delle Apcsm (Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari).

La cerimonia religiosa a Perugia

La liturgia nella Basilica di San Pietro è stata arricchita dall’esecuzione di brani di musica sacra, affidata al maestro Oreste Calabria e al soprano Elena Vigorito, membri del Coro dell’Università di Perugia. La loro performance ha conferito ulteriore solennità alla funzione dedicata al patrono del Corpo.

Al termine della messa, il generale Mazzotta ha espresso gratitudine a monsignor Maffeis per la sua partecipazione. In tale circostanza, ha evidenziato la profonda affinità tra la missione della Guardia di finanza e i valori cristiani. Ha collegato l’operato del Corpo alla lotta contro l’evasione fiscale, lo sperpero di denaro pubblico, i reati di matrice corruttiva e l’infiltrazione della criminalità nei circuiti economici.

Il comandante regionale Umbria ha sottolineato come l’impegno della Guardia di finanza contribuisca attivamente alla rimozione dei fattori di diseguaglianza, disparità e iniquità che possono ostacolare il pieno esercizio dei diritti e delle libertà costituzionalmente garantite. Questo messaggio è stato pronunciato al culmine della celebrazione presieduta dall’arcivescovo.

Le celebrazioni per San Matteo a Bergamo

Contemporaneamente, la ricorrenza di San Matteo è stata commemorata anche presso l’Accademia della Guardia di finanza a Bergamo. Nella mattinata del 21 settembre 2026, il vescovo della diocesi di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha officiato la messa nel Tempio Votivo di Santa Lucia.

Il rito è stato introdotto dal Cappellano militare dell’Accademia, don Maurizio Ferri, e concelebrato da sacerdoti della Curia, della Parrocchia di Santa Lucia e dal Cappellano della Polizia di Stato.

Durante l’omelia, monsignor Beschi ha invitato i fedeli a riflettere sulla figura evangelica di Matteo, evidenziando come la pace e la convivenza civile richiedano più del semplice rispetto formale, fondandosi invece sul riconoscimento di una comune appartenenza e di “valori comuni” attraverso una “comunione reciproca”.

Rivolgendosi direttamente ai membri della Guardia di finanza, il vescovo ha enfatizzato l’alto valore etico del loro servizio. Ha descritto la disciplina richiesta non solo come organizzativa, ma come «la forma di un servizio che nella coscienza di ciascuno assume i connotati della limpidezza, dell’imparzialità e della moralità».

Un impegno quotidiano, nutrito di sacrificio e dedizione, che conferisce significato non solo al dovere professionale ma all’intera esistenza.

Tra le autorità presenti a Bergamo figuravano il Prefetto Luca Rotondi, l’Assessora Claudia Lenzini, il Presidente del Tribunale Vito Di Vita, il Procuratore della Repubblica Maurizio Romanelli e il Rettore dell’Università di Bergamo Sergio Cavalieri. Hanno partecipato anche i Comandanti Provinciali dell’Arma dei Carabinieri, Colonnello Alessandro Barone, e della Guardia di finanza, Colonnello Ivan Bixio, insieme a una rappresentanza del personale dell’Accademia e del Comando Provinciale, in servizio e in congedo, e tutti i frequentatori dei Corsi di Accademia e di Applicazione.

Al termine della funzione, il Comandante dell’Accademia, generale di Divisione Cosimo Di Gesù, ha ringraziato tutti i presenti e, in particolare, monsignor Beschi per aver celebrato la funzione più importante per il Corpo. Ha inoltre consegnato i proventi di una raccolta di offerte, promossa dall’Accademia e dal Comando Provinciale, destinati alla Caritas della diocesi di Bergamo per sostenere interventi a favore dei più bisognosi.