Un uomo di 37 anni, di nazionalità albanese, è stato condannato a 8 anni, 10 mesi e 20 giorni di carcere per il tentato omicidio del padre. La sentenza, pronunciata con rito abbreviato dal giudice Marco Malerba, si riferisce all'aggressione avvenuta lo scorso novembre sulle scale di casa, nel quartiere di Rivarolo a Genova. L'imputato, arrestato una settimana dopo i fatti, si trova tuttora in custodia cautelare.
La ricostruzione processuale ha delineato una dinamica violenta: il trentasettenne ha colpito il genitore con una coltellata all'addome, tentando poi di sferrare un secondo fendente.
La vittima, nonostante le gravi condizioni iniziali, è riuscita a divincolarsi e a mettersi in salvo prima dell'arrivo dei soccorsi. Dopo l'aggressione, l'uomo si è rifugiato nella propria abitazione e, ancora impugnando il coltello, ha minacciato di morte il fratello durante una videochiamata.
Le indagini e il contesto familiare
Le indagini, condotte dalla squadra mobile e coordinate dalla pm Daniela Pischetola, hanno rivelato un quadro familiare complesso, già segnato da numerosi episodi di maltrattamenti nei confronti di tutti i congiunti. La violenza è stata ricondotta anche all'abuso di cocaina da parte dell'aggressore. I familiari della vittima sono stati assistiti dall'avvocato Alessandro Cecon.
Durante la convalida dell'arresto, l'uomo, difeso dall'avvocato Paolo Frank, aveva inizialmente negato di aver voluto colpire volontariamente il padre. Nel corso del processo, ha poi espresso le proprie scuse, ma il giudice non ha ritenuto di concedere le attenuanti generiche. La sentenza prevede inoltre che il trentasettenne, unico membro della famiglia a non aver ottenuto la cittadinanza italiana, dovrà essere espulso dal territorio nazionale una volta scontata la pena.
Il rito abbreviato
La condanna è stata emessa nell'ambito di un giudizio abbreviato, uno dei riti alternativi previsti dal processo penale italiano. Questa procedura consente di evitare il dibattimento, affidando la decisione al giudice sulla base degli atti delle indagini preliminari svolte dal pubblico ministero, che in questo contesto assumono pieno valore di prova. Tale scelta procedurale ha permesso una definizione più rapida del caso, senza alterare i fatti accertati nel procedimento genovese.