Il Giudice per le indagini preliminari (GIP) di Palermo, Stefania Brambille, ha disposto l'archiviazione di una significativa parte dell'inchiesta che era rimasta aperta dopo il procedimento giudiziario che ha visto l'ex presidente della Regione Siciliana, Totò Cuffaro, patteggiare una condanna a tre anni per corruzione e traffico di influenze. Questa decisione, resa nota a Palermo il 3 settembre 2026, riguarda un segmento residuo dell'ampia indagine in materia sanitaria e amministrativa, chiudendo definitivamente la posizione di numerosi politici, imprenditori e dirigenti regionali precedentemente coinvolti.
Per l'ex governatore Totò Cuffaro, l'archiviazione include anche l'inchiesta in cui gli veniva contestata la turbata libertà dello svolgimento di un concorso. È importante sottolineare che questo provvedimento di archiviazione si distingue nettamente dalla parte dell'indagine già definita attraverso il patteggiamento, concentrandosi esclusivamente sulle posizioni residue e sulle specifiche contestazioni ancora aperte.
Le posizioni oggetto di archiviazione
Le richieste di archiviazione, avanzate anche dalla Procura, sono state accolte per un nutrito gruppo di indagati. Tra questi figurano Giuseppe Capizzi, Salvatore Cocina, Mauro Marchese, Alessandro Caltagirone, Roberto Colletti, Antonio Iacono, Giovanni Giuseppe Tomasino, Carmelo Pace, Alessandro Vetro, Vito Raso, Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Marco Dammone, Saverio Romano, Stefano Palminteri, Filippo Paradiso, Sergio Mazzola, Maria Letizia Di Liberti, Carmelo Pullara, Maurizio Micci, Giuseppe Mortillaro e Selenia Malfitano.
Come menzionato, nell'elenco degli archiviati compare anche il nome di Totò Cuffaro, specificamente per la contestazione relativa alla turbata libertà dello svolgimento di un concorso.
Per l'ex ministro Saverio Romano, la decisione del GIP chiude definitivamente la vicenda legata alla presunta turbativa d'asta nell'ambito di un appalto dell'ASP di Siracusa. Tuttavia, per Romano, resta aperto e distinto uno stralcio dell'indagine per traffico di influenze. Il provvedimento di archiviazione interviene su diverse contestazioni emerse nei vari capitoli dell'indagine complessiva, che includevano il concorso di Villa Sofia, le ipotesi di rivelazione di segreto d'ufficio, l'appalto di Siracusa, le vicende del Consorzio di bonifica e quelle relative alla Protezione civile siciliana.
Le ipotesi contestate nei diversi filoni d'indagine
L'ipotesi di rivelazione del segreto d'ufficio era stata precedentemente contestata a Maria Letizia Di Liberti, all'epoca dirigente generale del Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali della Regione. La dirigente era indagata per aver presumibilmente rivelato a Cuffaro notizie riservate riguardanti i bandi dell'assessorato di sua competenza. La medesima ipotesi di reato è stata archiviata anche per il tenente colonnello dei carabinieri Stefano Palminteri e per l'ex poliziotto Filip