Si è costituito presso la Questura di Cagliari l’ultimo destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nell’ambito dell’operazione denominata Golden Mole. Il provvedimento giudiziario riguarda l’inchiesta su un gruppo accusato di aver pianificato l’assalto a un caveau o a un furgone portavalori. L’obiettivo era il trasporto di oltre 30 chilogrammi di oro dallo stabilimento produttivo della Portovesme srl di San Gavino Monreale verso un altro caveau situato ad Arezzo. L’uomo, originario di Fonni, risultava irreperibile dall’esecuzione del provvedimento ed è ora detenuto nel carcere di Uta.

L’operazione era scattata il 25 luglio 2026, data in cui dieci persone erano state arrestate. L’ordinanza di custodia cautelare riguarda complessivamente undici destinatari. Tra le accuse contestate all’uomo che si è presentato in Questura e agli altri dieci arrestati figurano la tentata rapina, aggravata dalla nuova fattispecie prevista dall’articolo 628 bis del codice penale, specificamente sugli assalti ai portavalori. A queste si aggiungono la detenzione e il porto illegale di armi e la ricettazione di più veicoli.

Il piano contestato nell’operazione Golden Mole

L’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari ha ricostruito un piano criminale collegato al trasporto o alla custodia dell’oro prodotto nello stabilimento Portovesme srl di San Gavino Monreale.

Il valore stimato per i 30 chilogrammi d’oro ammonta a circa sei milioni di euro. Nella ricostruzione investigativa, un ovile non lontano dalla Portovesme srl avrebbe costituito un punto d’appoggio logistico per il gruppo, inizialmente orientato verso l’assalto al blindato utilizzato per il trasporto dell’oro dalla fonderia di San Gavino verso la destinazione finale ad Arezzo.

L’ovile, indicato nell’inchiesta, è riconducibile a Roberto Mulvoni, 62 anni, nato a Desulo e residente a San Gavino. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche Luca Montanari, 54 anni, di San Gavino, dipendente della Portovesme srl, ritenuto dagli investigatori il basista interno alla fonderia. Il destinatario rimasto irreperibile dopo il blitz è stato identificato come Raffaele Loddo, 37 anni, originario di Fonni. Gli atti dell’inchiesta citano inoltre altri indagati, con provenienze da Fonni, Desulo, Arzana, Pabillonis, Sorgono, Olbia, San Gavino e Villanovatulo.

Mezzi, materiali e cambio di obiettivo

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