Il Giudice per le indagini preliminari (Gip) di Caltanissetta, Santi Bologna, si è riservato di decidere in merito alla richiesta avanzata da Giuseppe Graviano, figura di spicco della mafia di Brancaccio, di rendere dichiarazioni sui presunti rapporti intercorsi con Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. L'istanza è stata formalmente presentata dall'avvocato Antonio Sanvito nell'ambito del procedimento giudiziario relativo alle stragi mafiose del 1992. La notizia di questa riserva da parte del Gip è stata diffusa il 14 settembre 2026, evidenziando l'attuale fase dell'attività giudiziaria presso gli uffici di Caltanissetta.
La richiesta di audizione giunge in un momento cruciale, dopo che la Procura di Caltanissetta aveva già avanzato l'istanza di archiviazione per la posizione di Marcello Dell’Utri, indagato per concorso nelle medesime stragi del 1992. Nello stesso procedimento, era stato coinvolto anche Silvio Berlusconi, la cui posizione è stata archiviata a seguito del suo decesso. L'audizione di Graviano ha generato un dibattito tra le parti: la Procura e l'avvocato Fabio Trizzino, legale della famiglia Borsellino, si sono fermamente opposti, sostenendo l'inattendibilità del boss e il rischio di un depistaggio delle indagini. Di contro, l'avvocato Fabio Repici, che assiste Salvatore Borsellino, si è espresso a favore dell'audizione, ritenendola potenzialmente utile per l'accertamento della verità.
La richiesta di Graviano e la posizione della difesa
Attraverso una comunicazione scritta, il difensore di Giuseppe Graviano ha precisato che la richiesta “non deve essere letta, né interpretata, come un messaggio occulto, criptato o subliminale che Giuseppe Graviano intende veicolare verso l’esterno attraverso i canali giudiziari”. Il legale ha fatto riferimento a dichiarazioni già rese e verbalizzate in precedenza, in particolare davanti alla Corte d’Assise di Reggio Calabria. Tali affermazioni risalgono alle udienze del 23 gennaio, del 7 e del 14 febbraio 2020, nell'ambito del processo noto come “’Ndrangheta stragista”. In quelle occasioni, Graviano aveva costantemente ribadito la propria estraneità ai tragici attentati del 1992.
È opportuno ricordare che lo stesso Graviano risulta attualmente indagato per calunnia a Reggio Calabria.
Nella sua comunicazione al giudice, l'avvocato Sanvito ha ribadito la piena disponibilità del suo assistito a ripetere quanto già dichiarato a Reggio Calabria e, se ritenuto necessario, a fornire ulteriori precisazioni su alcuni aspetti non completamente approfonditi in quel precedente procedimento. È importante sottolineare che Giuseppe Graviano non ha lo status di collaboratore di giustizia. A supporto della sua istanza presentata a Caltanissetta, il legale ha allegato tre verbali relativi alle dichiarazioni rese nel 2020, nelle quali il boss aveva già affrontato il tema dei presunti rapporti con Silvio Berlusconi.
I precedenti richiamati nel procedimento
Nel contesto del racconto fornito da Graviano, rientrano presunti investimenti effettuati dal nonno6.