La madre di Lorena Isceri è giunta a Firenze il 4 settembre 2026, accompagnata da familiari, dopo l’uccisione della figlia 45enne sull’A1 per mano dell’ex compagno. Ai microfoni, la donna ha riferito il profondo timore che Lorena nutriva verso l'uomo, collegando a tale paura il suo ritorno in Puglia durante l’estate. Le sue parole: “Aveva paura, era stata giù da noi pure perché aveva troppo paura”.
La madre ha precisato di non aver ricevuto telefonate dalla figlia durante il sequestro. L’ultimo contatto risaliva alla mattina del 3 settembre 2026, alle 10.30, quando Lorena era apparsa tranquilla.
Interrogata sul mancato denuncia dell’ex, la madre ha risposto che Lorena non voleva "danneggiarlo", temendo per lui "conseguenze anche penali".
L'arrivo dei familiari e il contesto della tragedia
I familiari di Lorena Isceri sono partiti daSquinzano, in provincia di Lecce, all’alba del 4 settembre 2026, arrivando a Firenze nella stessa mattinata. Entrati nell’abitazione, la zia ha rivelato che l’ex compagno era conosciuto dai parenti e aveva partecipato al matrimonio della figlia. Il fratello ha testimoniato la paura in famiglia, pur non aspettandosi un esito così drammatico.
La vicenda coinvolge Lorena Isceri e Federico Vella, indicato come l'ex fidanzato. L’uccisione è avvenuta dopo la fine della loro relazione.
Il ritorno di Lorena in Puglia in estate era legato al timore che nutriva verso l'ex. La madre ha ribadito di non aver ricevuto richieste di aiuto dirette dalla figlia durante il sequestro, e che l'ultimo contatto telefonico risaliva alla mattina del 3 settembre 2026.
Le indagini e l'ipotesi di premeditazione
La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti, atto necessario per gli accertamenti, anche medico-legali, sulla morte di Lorena Isceri. L’ipotesi è quella di un’aggressione premeditata. Nell’auto sono state rinvenute fascette elettriche e nastro adesivo. Le fascette sarebbero state utilizzate per legare i polsi della 45enne, rafforzando l'idea di un'azione pianificata.