Un accorato appello alla politica italiana per unire le forze contro la violenza sulle donne è stato lanciato da Franco Isceri, padre di Lorena Isceri, la donna tragicamente uccisa dall’ex compagno e gettata da un cavalcavia sull’autostrada A1. Il messaggio, diffuso da Squinzano il 5 settembre 2026, è rivolto direttamente al presidente della Repubblica, alla premier e a tutti i rappresentanti politici del Paese, con la richiesta esplicita di approvare provvedimenti condivisi e unanimi.
L'appello per un'azione politica unita
Nel suo video, pronunciato con profonda commozione, Franco Isceri ha chiesto interventi concreti e urgenti.
Le sue richieste si concentrano su tre pilastri fondamentali: il rafforzamento delle norme esistenti, l'implementazione di programmi educativi nelle scuole e il potenziamento dei presidi dedicati alle donne vittime di violenza. “Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all'unanimità, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri antiviolenza e gli strumenti normativi affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane”, ha dichiarato Isceri, esprimendo il dolore di un “padre distrutto”.
L'uomo, presentandosi come il padre di Lorena, ha descritto la condizione di profonda sofferenza che ha colpito la sua famiglia dopo la morte della figlia.
Il suo intervento, caratterizzato da un tono lento e misurato, ha ribadito con forza la necessità di adottare misure efficaci per prevenire il ripetersi di simili atrocità, sottolineando come la perdita di Lorena abbia infranto i suoi sogni e quelli della sua famiglia.
Il ricordo di Lorena e la reazione della comunità
Nel suo commovente messaggio, Franco Isceri ha voluto ricordare Lorena come una donna educata, studiosa, dedita allo studio e al lavoro, con molti sogni che ora, purtroppo, non potranno più realizzarsi. Ha legato la morte della figlia alla sofferenza incolmabile della famiglia, rinnovando il suo accorato appello affinché la sua tragedia non sia vana.
Il femminicidio, avvenuto sull’A1 nei pressi di Barberino di Mugello, ha scosso profondamente la comunità.
A Firenze, la sindaca Sara Funaro ha promosso in Consiglio comunale un momento di raccoglimento in memoria di Lorena Isceri. La sindaca ha richiamato l'attenzione sulla richiesta di aiuto che Lorena aveva lanciato, prima alla madre e poi alle forze dell’ordine, evidenziando l'importanza di non ignorare tali segnali. Il discorso in Consiglio si è concluso con un sentito momento di silenzio e un applauso unanime dei presenti, a testimonianza della solidarietà e del cordoglio collettivo.
Prevenzione ed educazione: un impegno comune
Il tragico evento ha riacceso il dibattito sulla prevenzione della violenza contro le donne e sull’importanza dell’educazione alle relazioni. Nel contesto di questo dibattito, sono intervenuti anche l’Ordine degli Psicologi della Toscana e l’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli.
La presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana ha sottolineato la necessità di educare al rispetto, alla gestione delle emozioni e alla capacità di chiedere aiuto. L’arcivescovo Gambelli, dal canto suo, ha richiamato a un impegno comune per contrastare la mentalità di possesso e sopraffazione, evidenziando come la violenza sia spesso radicata in dinamiche culturali che devono essere affrontate con determinazione da tutta la società.