Il piccolo Younes è finalmente rientrato in Italia, atterrando nella notte all’aeroporto di Caselle, dove lo zio Mounsiff Rafia lo ha atteso direttamente sulla pista. La notizia del suo arrivo a Torino è stata diffusa il 4 settembre 2026. Lo zio, visibilmente commosso, ha espresso la sua gioia per il ritorno del bambino, definendo il trasferimento un "primo risultato" dopo "giorni molto difficili" per tutta la famiglia. Il bambino, di sei anni e residente a Brandizzo, era rimasto gravemente ferito a seguito di una caduta nella piscina di un hotel a Sharm El Sheikh, durante una vacanza sul Mar Rosso.
Mounsiff Rafia ha sottolineato come il rientro in Italia sia stato il frutto di un intenso lavoro durato trenta giorni, caratterizzato da un fitto scambio di messaggi, email e Pec, alcuni dei quali hanno avuto esito positivo, altri meno. La famiglia ha voluto ringraziare sentitamente la Fondazione Reale Mutua, i medici che hanno assistito Younes, e tutte le persone che hanno donato, condiviso la vicenda o offerto una preghiera. Dopo l’atterraggio, il bambino è stato immediatamente trasferito all’ospedale Regina Margherita di Torino. Nonostante il sollievo per il rientro, lo zio ha ricordato che le difficoltà non sono ancora finite, affermando: "Dobbiamo ancora combattere".
Il lungo calvario e il rientro a Caselle
Il trasferimento sanitario del bambino è giunto dopo settimane di ricovero e di estenuante attesa. L’incidente, avvenuto nella piscina di un albergo a Sharm El Sheikh, aveva visto il piccolo Younes sottoposto a tentativi di rianimazione prima di essere ricoverato in terapia intensiva presso l’ospedale internazionale Piramide di Sharm El Sheikh dal 3 agosto. Solo dopo il via libera dei medici egiziani e la disponibilità ad accoglierlo da parte dell’ospedale Regina Margherita di Torino, il rientro è stato possibile.
La famiglia ha dovuto affrontare anche l’onere economico legato al viaggio sanitario e alle cure nella clinica di Sharm, a causa della mancata stipula di un’assicurazione prima della partenza.
Il padre di Younes aveva lanciato un accorato appello pubblico per riportare il figlio in Italia, scatenando una vasta mobilitazione solidale. Questa ha portato a una raccolta fondi per sostenere le spese di assistenza e trasporto sanitario. La Farnesina, attraverso l’Ambasciata italiana al Cairo e il Console onorario a Sharm El Sheikh, ha seguito il caso fin dal primo giorno dell’incidente, fornendo assistenza alla famiglia e contribuendo a coprire una parte delle spese mediche.
Le parole dello zio Mounsiff Rafia
La felicità per il ritorno di Younes è stata immensa, come ha raccontato lo zio Mounsiff Rafia. "La felicità è tanta, sognavamo il ritorno di Younes a casa. Quello che è accaduto ci ha distrutto, sono stati giorni molto difficili.
Ci siamo trovati di fronte a una tragedia, ma non abbiamo mai mollato", ha dichiarato tra le lacrime. "Essere riusciti a riportarlo in Italia è come avere vinto la Champions, ci sono ancora tante difficoltà, ma è un primo risultato. Dobbiamo ancora combattere". Lo zio ha espresso profonda gratitudine: "Siamo tanto grati alla Fondazione Reale Mutua, ai medici, alle persone che hanno donato, a quelle che hanno condiviso, a quelle che hanno fatto una preghiera. Grazie di cuore a tutti".