Un incendio è divampato nella sala macchine di una nave mercantile il 22 settembre 2026, a circa 27 miglia dal porto di Barletta. L'evento ha causato lo spegnimento dei motori, lasciando l’unità alla deriva. Fortunatamente, nessuna delle 14 persone a bordo ha riportato ferite o intossicazioni.

L’intervento di soccorso ha visto la partecipazione dei militari delle Capitanerie di porto di Bari, Barletta e Vieste, con il coordinamento della centrale operativa della Guardia Costiera di Bari. Il comandante della motonave ha prontamente lanciato l’SOS, e la Guardia Costiera ha allertato i comandi locali, richiedendo anche l’ausilio di un velivolo SAR dell’Aeronautica militare.

Soccorso e rimorchio dell'unità

Dopo l’allarme, il comandante ha comunicato di aver domato le fiamme, ma ha segnalato persistenti problemi a bordo, rendendo necessario l’invio di un rimorchiatore. Il mezzo è salpato dal porto di Brindisi. Ultimate le operazioni preliminari e assicurata l'unità, il convoglio è partito alle 10:30 di questa mattina, dirigendosi verso un porto sicuro.

Il mercantile coinvolto è stato identificato come la Ursa Minor. La nave, che farebbe parte della flotta di Acciaierie d’Italia, era diretta a Ravenna con un carico di prodotti siderurgici provenienti da Taranto, descritti come "quasi gli ultimi rimasti in stabilimento". Altri prodotti simili sono in attesa di essere caricati a Taranto sulla Ursa Major.

La Ursa Minor aveva effettuato lavori di manutenzione a Napoli due anni prima.

Lezioni dagli incendi in sala macchine

L’incidente richiama l’attenzione sui rischi legati agli incendi nei locali macchina. Un caso-studio di sicurezza navale dello Swedish Club ha analizzato un episodio simile su una petroliera. Il rapporto descrive procedure operative standard: allarme incendio, conferma di fumo e focolai, arresto dei motori, intervento di squadre antincendio e raffreddamento. Nel caso esaminato, il comandante aveva utilizzato il sistema fisso antincendio a CO₂ quando il rogo si era aggravato, estinguendolo senza feriti.

La causa individuata in quel caso-studio fu una crepa in una tubazione pressurizzata dell’olio combustibile, attribuita a fatica del materiale, vibrazioni e sollecitazioni cicliche. La gestione dell'emergenza, che permise alla nave di proseguire con propulsione limitata, sottolinea l'importanza di una rigorosa cultura della prevenzione e di protocolli di sicurezza a bordo.