Madre e figlio sono stati arrestati dai carabinieri dell’Arma frentana per resistenza a pubblico ufficiale, a seguito di un concitato intervento in una residenza di campagna nel territorio di Larino. L’episodio si è verificato la sera del 7 settembre 2026 nel Basso Molise, notizia diffusa il 10 settembre 2026. I militari erano giunti nell’abitazione dopo una richiesta di aiuto dell’anziana donna, preoccupata per le escandescenze del figlio di mezza età, appena rientrato in casa e in evidente stato di alterazione psicofisica.
L’aggressione con il badile
All’arrivo dei carabinieri, la situazione è rapidamente degenerata. L’uomo ha afferrato un badile e si è scagliato contro uno dei militari. Il carabiniere è riuscito a evitare il colpo e, dopo una colluttazione, l’aggressore è stato bloccato e disarmato. In quel frangente, alla vista della madre, il figlio l’ha anche insultata e minacciata. L’intervento, iniziato come assistenza domestica, si è trasformato in una complessa operazione di contenimento, richiedendo ai militari di gestire la reazione violenta dell’uomo e, poi, quella imprevedibile dell’anziana.
Il coltello e il bastone
Durante le concitate fasi dell’intervento, la madre ha prelevato dalla cucina un coltello con una lama di circa 25 centimetri, tentando di rivolgerlo contro il figlio.
I carabinieri sono intervenuti prontamente, riuscendo a fermarla e a disarmarla. Tuttavia, la donna non si è arresa e ha subito dopo rivolto la sua aggressività contro un militare. L’arrivo di personale femminile ha permesso di allontanare l’arma. Poco dopo, l’anziana ha impugnato un bastone di legno, scagliandosi contro una giovane operatrice dell’Arma. Anche in questa seconda circostanza, la donna è stata disarmata, ma ha continuato ad aggredire la carabiniera con calci, schiaffi e spintoni. I militari coinvolti hanno riportato escoriazioni ed ematomi; un’ambulanza del 118 Molise è intervenuta per le medicazioni.
Arresti e provvedimenti
Al termine dell’intervento, madre e figlio sono stati entrambi arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine e gravato da precedenti di polizia, è stato condotto in carcere. Dopo la convalida del provvedimento, avvenuta il 10 settembre 2026, nei suoi confronti è stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di residenza, impedendogli il ritorno nell’abitazione. Per la madre, invece, non è stato disposto alcun provvedimento restrittivo. Gli eventi si sono svolti in un’abitazione di campagna nel territorio di Larino.