La sindaca di Gioia Tauro, Simona Scarcella, ha espresso insoddisfazione al termine di una riunione in Prefettura a Reggio Calabria, svoltasi il 15 settembre 2026. L'incontro era stato convocato a seguito delle intimidazioni subite negli ultimi mesi e della protesta annunciata dalla prima cittadina per la mancata attivazione prefettizia. Al centro, la richiesta di misure di tutela avanzata dalla sindaca.

All'uscita dalla Prefettura, Scarcella ha dichiarato: "Non sono soddisfatta, ho notato un atteggiamento di grande distacco da parte del prefetto".

Ha chiesto espressamente tutela e verbalizzazione della richiesta. Il prefetto, ha riferito, si è dichiarato già attivo ma non tenuto a comunicare le iniziative adottate. Scarcella ha annunciato una conferenza stampa a breve.

Le intimidazioni subite

Due gli episodi intimidatori. Il 18 dicembre scorso, Scarcella ha ricevuto a casa una busta con un biglietto di auguri e sette proiettili, quattro da Kalashnikov. Il 25 agosto, sempre presso la sua abitazione, ha ricevuto una lettera minatoria con la frase: "Se scrivi ancora ti scanniamo i figli e il cane".

Nei giorni precedenti, la sindaca aveva denunciato mesi di intimidazioni contro la sua famiglia, lamentando risposte inadeguate. Aveva chiesto tutela via PEC, criticando il mancato coinvolgimento in una riunionetecnica.

Tra le richieste, una pattuglia davanti a casa e l'intervento del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.

La protesta e la sua sospensione

La scorsa settimana, per sollecitare misure di sicurezza, Scarcella aveva annunciato l'intenzione di incatenarsi al Comune e avviare uno sciopero della fame. La protesta è stata sospesa dopo la convocazione in Prefettura. Prima, aveva dichiarato che avrebbe proseguito l'iniziativa finché non fosse stata ascoltata.

Al Comune di Gioia Tauro, è attiva una Commissione d'accesso ispettivo.