Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani ha lanciato un allarme significativo da Catanzaro il 15 settembre 2026, evidenziando una previsione di diminuzione di 4.606 studenti nelle scuole calabresi per l'anno scolastico 2026/2027. Questo dato, di notevole impatto, non è considerato solo un fattore legato all'organizzazione del servizio di istruzione, ma anche un chiaro segnale di una più ampia trasformazione demografica che sta interessando la Calabria.

La contrazione della popolazione scolastica viene interpretata dal Coordinamento come una conseguenza diretta e differita della diminuzione delle nascite e di un persistente saldo migratorio interno negativo.

Questi fenomeni coinvolgono in maniera preponderante le fasce più giovani della popolazione regionale. La nota del Coordinamento sottolinea inoltre l'emigrazione di figure professionali altamente qualificate, quali universitari, laureati, professionisti e lavoratori specializzati, definendo tale esodo una grave perdita di capitale umano per la regione.

Il calo demografico e le sue implicazioni strutturali

La riduzione di 4.606 studenti assume, secondo il Coordinamento, un rilievo che va oltre la mera gestione del sistema scolastico. Essa si configura come un indicatore cruciale di una profonda trasformazione demografica, strettamente interconnessa alla struttura economica regionale e alla sostenibilità territoriale dei servizi pubblici essenziali.

La diminuzione degli iscritti viene dunque inquadrata in un contesto più ampio che analizza le dinamiche delle nascite, la mobilità interna della popolazione e la capacità del territorio di trattenere le competenze formate localmente.

Il Coordinamento evidenzia come la perdita di capitale umano comporti un onere significativo per la Calabria. Il territorio, infatti, sostiene una parte considerevole dei costi relativi alla formazione di queste figure professionali, mentre una quota rilevante del rendimento economico e fiscale generato da tali competenze si trasferisce altrove, verso altre regioni italiane o addirittura all'estero. Questa prospettiva colloca il dato scolastico all'interno di una più vasta questione di programmazione economica strategica, ritenuta prioritaria rispetto alla sola gestione delle ripercussioni sulla rete dell'istruzione.

Una proposta per il rientro e l'attrazione di competenze

In risposta a questo scenario, il CNDDU propone di avviare, nelle sedi istituzionali competenti, una valutazione approfondita per l'implementazione di un programma pluriennale mirato al rientro e all'attrazione del capitale umano in Calabria. Tale iniziativa dovrebbe essere strettamente correlata alla Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno, alla programmazione dei fondi europei e all'utilizzo degli strumenti nazionali e regionali già destinati agli investimenti. Per garantire un'efficacia duratura, il Coordinamento suggerisce che questa strategia debba avere un orizzonte temporale di almeno dieci anni, delineando un percorso di sviluppo a lungo termine per la regione.