Gioia Farina, madre di Jacopo Trabattoni, il quindicenne tragicamente scomparso venerdì scorso nei campi adiacenti a Lodi, ha categoricamente smentito che la morte del figlio sia riconducibile a una sfida social. Il giovane è deceduto in seguito a una folgorazione dopo essere salito su un traliccio dell’alta tensione. La donna ha fermamente contestato le numerose ricostruzioni circolate immediatamente dopo la tragedia, definendole in gran parte scorrette e inaccettabili. L’ipotesi di una sfida online era stata inizialmente considerata dagli inquirenti tra le varie piste, mentre gli accertamenti proseguono per fare piena luce su quanto accaduto nel pomeriggio fatale.

La madre ha descritto Jacopo come un giovane pieno di energia, un ragazzo appassionato, profondamente creativo e intensamente legato alla vita, smentendo categoricamente ogni legame con dinamiche superficiali. Riguardo alle speculazioni che hanno collegato la scomparsa del figlio ai social media, Gioia Farina ha espresso il suo profondo disappunto: “Si è fatto tanto sciacallaggio. Sono state scritte molte cose, in gran parte sbagliate. Non è accettabile”, ha dichiarato con amarezza. Jacopo, che aveva compiuto 15 anni, frequentava con entusiasmo il liceo artistico di Lodi, dove si era iscritto a settembre dopo aver completato il primo anno allo scientifico. La famiglia ha sottolineato come Jacopo fosse particolarmente contento di questo cambiamento di percorso scolastico e come coltivasse con dedizione passioni quali il parkour e lo skate.

Il ritrovamento del telefono e il selfie sul traliccio

Gioia Farina ha confermato il ritrovamento del telefono cellulare del figlio, un elemento cruciale per le indagini. All’interno del dispositivo è stato rinvenuto un selfie scattato in quota, a circa 20 metri d’altezza, che ritraeva Jacopo mentre si trovava sul traliccio. La madre ha spiegato che il telefono è stato acquisito dagli agenti della Questura di Lodi solo dopo lo sblocco e che questa immagine ha avuto un ruolo significativo nel riconoscimento del ragazzo dopo il drammatico evento. Questa precisazione corregge una precedente informazione, diffusa inizialmente da fonti ufficiali, che aveva erroneamente indicato il mancato ritrovamento del cellulare.

Il traliccio sul quale Jacopo è salito era una struttura dell’alta tensione, operante a 132 Kvolt, e risulta essere di proprietà di Terna. Poco prima di arrampicarsi, circa mezz’ora prima della tragedia, il ragazzo era stato notato sdraiato sull’asfalto in una zona vicina, rimanendo immobile anche all’arrivo di un’automobile che si era fermata a poche decine di metri. La donna alla guida del veicolo ha testimoniato di aver visto il giovane alzarsi di scatto, apparentemente senza ferite, e poi allontanarsi. Jacopo era uscito di casa in bicicletta; non vedendolo rientrare, la madre aveva prontamente contattato anche l’istruttore di parkour, preoccupata per la sua assenza prolungata.

Le passioni e la vita di Jacopo

Jacopo Trabattoni era un giovane con molteplici interessi e una vita attiva. Praticava regolarmente parkour e skate, attività che svolgeva con un’associazione sportiva locale. Queste passioni riflettevano il suo spirito avventuroso e la sua ricerca di espressione, lontano dalle dinamiche superficiali spesso associate al mondo digitale. La sua transizione al liceo artistico di Lodi, dove aveva iniziato a settembre, era stata accolta con grande entusiasmo, segno di un percorso personale orientato alla creatività e alla scoperta di nuove forme di espressione. Il ricordo di Jacopo è quello di un ragazzo vivace, con un futuro che si preannunciava ricco di possibilità e di impegni, tragicamente interrotto da un evento inspiegabile.