I Vigili del fuoco del Veneto hanno affrontato una giornata di intensa attività il 10 settembre 2026, registrando oltre 100 interventi sin dalle prime ore del mattino per far fronte a gravi allagamenti e numerosi alberi abbattuti. La situazione di emergenza si è protratta per l'intera giornata, con circa 70 richieste ancora in attesa alle 19:11, distribuite in modo significativo tra le province di Venezia, Verona e Rovigo. Tra le aree più gravemente colpite si segnalano Castelmassa, nel Rodigino; i comuni di Vicenza e Creazzo, nel territorio berico; e l'intera fascia costiera e interna compresa tra Portogruaro e San Michele al Tagliamento, nel Veneziano.

Anche il Bellunese è stato duramente interessato dal maltempo nel pomeriggio, con diverse criticità. Le squadre di soccorso hanno effettuato sette interventi specifici per la rimozione di alberi caduti sulla sede stradale. Questi episodi si sono verificati nei comuni di Falcade, Calalzo di Cadore, Alpago, Belluno e La Valle Agordina. Tali operazioni si inseriscono in un contesto regionale più ampio, caratterizzato da numerosi allagamenti, cadute di alberi e un elevato numero di richieste di aiuto ancora da gestire in varie province venete.

Verifiche sulla frana a Passo Staulanza

Parallelamente, proseguono le verifiche sulla frana che si è verificata nella notte nell’area del parcheggio e su un tratto della strada silvopastorale che conduce al rifugio Città di Fiume.

L’evento ha interessato la località di Passo Staulanza, situata nel comune di Borca di Cadore. Sul posto sono operative le squadre del Gruppo operativo speciale, affiancate da personale cinofilo, con l'obiettivo di accertare che sotto il materiale franato non siano rimaste coinvolte persone o veicoli.

Le squadre di emergenza rimangono impegnate su tutto il territorio regionale per completare le verifiche e gli interventi ancora in corso. La complessa situazione operativa si estende su più fronti: dalle richieste in sospeso nelle province di Venezia, Verona e Rovigo, agli interventi per alberi caduti nel Bellunese, fino ai controlli nella zona di Passo Staulanza. I luoghi coinvolti coprono un’ampia porzione della regione, dalle zone costiere e dalla pianura centro-orientale fino alle aree montane del Bellunese.

Il quadro di allerta regionale

In previsione di questo quadro di instabilità meteorologica, già il 9 settembre 2026, il Centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto aveva emesso un’allerta arancione, indicando una fase di pre-allarme per temporali e rischio idrogeologico, specificamente per alcune aree della regione. Contemporaneamente, per altre zone del territorio veneto, era stata diramata un’allerta gialla. Questa importante dichiarazione si basava sulle previsioni meteo regionali per il 9 e giovedì 10 settembre, che preannunciavano un periodo di marcata instabilità caratterizzato da rovesci e temporali a tratti anche diffusi.