La Corte di Appello di Napoli, nella sua seconda sezione penale presieduta dal giudice Valentini, ha emesso in data 22 settembre 2026 una sentenza di condanna nei confronti dell’ex consigliere regionale della Campania, Marco Nonno. La pena inflitta è di complessivi cinque anni e quattro mesi di reclusione. Questa decisione giudiziaria si inserisce nel più ampio contesto del processo relativo ai violenti scontri anti-discarica che scoppiarono all’inizio del 2008 nel quartiere di Pianura, a Napoli. Nonno, attualmente indicato come coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia (Fdi), è stato riconosciuto colpevole del grave reato di devastazione.
Il procedimento penale ha le sue radici nei tumulti e nelle proteste che si generarono contro la riapertura della discarica situata in contrada Pisani. Tale riattivazione era stata prevista come misura urgente per affrontare la grave emergenza rifiuti che affliggeva il capoluogo partenopeo in quel periodo. Il quartiere di Pianura divenne il teatro di violente manifestazioni e disordini, animati da cittadini fermamente contrari alla riattivazione del sito. Le indagini condotte all'epoca hanno anche evidenziato possibili collegamenti tra tali disordini e l'influenza di inneschi riconducibili alla criminalità organizzata, specificamente la camorra.
La nuova decisione nel secondo processo di appello
In primo grado, Marco Nonno era stato inizialmente condannato a una pena ben più severa, pari a otto anni e mezzo di reclusione. La sentenza del 22 settembre 2026 rappresenta l'esito del secondo processo di appello. È importante sottolineare che nel corso del primo giudizio di appello, l'ex consigliere era stato assolto dall'accusa di devastazione, pur ricevendo una condanna a due anni per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Con la recente pronuncia, alla condanna già esistente si aggiunge ora una pena supplementare di tre anni e quattro mesi specificamente per il reato di devastazione, portando così il totale complessivo a cinque anni e quattro mesi di reclusione.
Il legale di Nonno, l’avvocato Sergio Cola, ha immediatamente annunciato l'intenzione di presentare ricorso in Cassazione contro questa nuova sentenza. L'avvocato ha evidenziato il lungo lasso di tempo trascorso dai fatti, sottolineando come la sentenza sia giunta a distanza di ben 18 anni dagli eventi. Ha inoltre fatto riferimento alle numerose testimonianze acquisite durante il processo, che hanno coinvolto figure di spicco tra politici, giornalisti e rappresentanti delle forze dell'ordine. Tra i nomi menzionati figura anche quello di Rosa Russo Iervolino. L'avvocato Cola ha ribadito con fermezza: “Ovviamente ricorreremo in Cassazione”.
Il precedente passaggio in appello e il contesto degli scontri
Il precedente passaggio giudiziario in appello, la cui sentenza fu definita il 12 gennaio 2022, aveva rappresentato un momento cruciale per Nonno. In quell'occasione, era stato assolto dalle accuse più gravi di devastazione e dall'ipotesi di essere stato il principale regista degli scontri anti-discarica di Pianura. Tuttavia, in quella fase, era rimasta confermata la condanna a due anni per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. In quella ricostruzione, i dis