La famiglia di Maria Spinelli, la giovane di 22 anni originaria di Città Sant'Angelo tragicamente scomparsa a seguito di una sparatoria avvenuta durante un rave party ad Aarau, in Svizzera, ha formalmente richiesto che le indagini sul caso proseguano con la massima attenzione. I familiari, attraverso il loro legale, sostengono infatti che le circostanze esatte del delitto non siano ancora state pienamente chiarite e che la ricostruzione dei fatti non possa considerarsi conclusa. Questa posizione è stata espressa dall'avvocato Bruno Gallo, che rappresenta la famiglia paterna della vittima, in una comunicazione ufficiale diramata da Pescara il 2 settembre 2026, alle ore 16:50.

Al centro delle preoccupazioni e delle richieste della famiglia vi sono in particolare la necessità di approfondire la ricostruzione dettagliata dell'aggressione, di comprendere l'origine e le motivazioni del gesto fatale e di chiarire il profilo del 43enne che è stato arrestato dalle autorità investigative svizzere in relazione all'accaduto.

La richiesta della famiglia

Il legale che assiste i familiari di Maria Spinelli ha sottolineato con fermezza che le informazioni finora divulgate, anche a seguito della conferenza stampa tenuta dagli inquirenti svizzeri, non sono sufficienti per considerare la ricostruzione degli eventi come definitiva e completa. Per la famiglia, la tragica perdita di Maria Spinelli a soli 22 anni rappresenta un elemento centrale e ineludibile, e l'ipotesi di un gesto riconducibile a una presunta follia omicida non può, da sola, esaurire la complessità degli interrogativi che permangono.

Per questo motivo, la richiesta esplicita è che le indagini proseguano con il massimo rigore investigativo, con l'obiettivo di verificare ogni singolo elemento che possa risultare utile a comprendere appieno sia l'origine profonda sia le circostanze precise dell'aggressione che ha portato alla morte della giovane.

Il rientro della salma e il contesto della sparatoria

Un ulteriore aspetto cruciale che la famiglia Spinelli ha evidenziato come bisognoso di chiarimenti approfonditi riguarda il profilo del 43enne arrestato in relazione alla sparatoria. Le autorità investigative elvetiche hanno riferito che l'uomo avrebbe manifestato problemi psichiatrici e, nonostante tale condizione, avrebbe avuto la possibilità di detenere legalmente armi da fuoco.

La famiglia sollecita un accertamento rigoroso su questa circostanza, al fine di comprendere come sia stato possibile un tale scenario e di verificare eventuali responsabilità da parte di coloro che avrebbero dovuto prevenire una situazione di potenziale pericolo. L'avvocato Gallo ha inoltre invitato a mantenere la massima prudenza e a non formulare conclusioni affrettate fino a quando ogni singolo aspetto della complessa vicenda non sarà stato completamente chiarito e verificato.

Parallelamente alle richieste investigative, la famiglia ha ribadito con forza la domanda di un volo di Stato per il rimpatrio della salma di Maria Spinelli in Italia, una richiesta già avanzata nei giorni scorsi. L'avvocato Gallo ha enfatizzato il valore simbolico di tale gesto, affermando che Maria, in quanto "figlia dell'Italia", non debba essere lasciata sola nel suo ultimo e doloroso viaggio.

Il Paese, ha aggiunto il legale, ha il dovere di accoglierla definitivamente a casa, garantendole gli onori e la dignità che le spettano. Questa richiesta si concentra quindi sul rientro della giovane nel suo Paese d'origine dopo la tragica morte avvenuta in territorio svizzero.

Per quanto riguarda il suo percorso di vita, Maria Spinelli era nata ad Atri, in provincia di Teramo, e aveva vissuto a Città Sant'Angé