Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato il 21 settembre 2026 alla cerimonia nazionale di inaugurazione dell’anno scolastico 2026/27. L’evento si è tenuto ad Amatrice, in provincia di Rieti, presso l’Istituto omnicomprensivo “Sergio Marchionne”. Nel suo discorso, il Capo dello Stato ha posto l’accento sul ruolo fondamentale della scuola come motore di integrazione. Ha sottolineato come la scuola debba essere un punto di riferimento per chi arriva da altri Paesi e per i giovani nati in Italia da famiglie di emigrati, richiamando esplicitamente l’articolo 34 della Costituzione e il principio irrinunciabile che la scuola è aperta a tutti.
Il passaggio dedicato all’importanza dell’integrazione ha ricevuto un forte e convinto applauso. Mattarella ha descritto la scuola come “la più efficace leva di integrazione”, evidenziando come questo compito sia intrinsecamente legato alla sua capacità di creare legami solidi, di conquistare la fiducia delle famiglie, di prevenire la formazione di ghetti e di superare ogni forma di barriera, diffidenza e incomunicabilità. Nel medesimo intervento, il Presidente ha ribadito il ruolo cruciale della scuola nella produzione di coesione sociale all’interno della comunità.
La cerimonia ad Amatrice, simbolo di rinascita
Alla significativa cerimonia ha preso parte anche il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
L’appuntamento si è svolto nella frazione di San Cipriano, in una scuola completamente ricostruita dopo la distruzione del precedente storico plesso “Romolo Capranica”. La scelta di Amatrice come sede per l’inaugurazione dell’anno scolastico non è casuale: essa coincide con il decimo anniversario del devastante terremoto del Centro Italia del 2016. Quel sisma provocò la perdita di 299 vite, lasciò 365 feriti e causò lo sfollamento di circa 40mila persone, rendendo la ricostruzione della scuola un potente simbolo di resilienza e ripartenza.
Prima dell’inizio della cerimonia ufficiale, il Presidente Mattarella ha deposto una corona d’alloro in memoria delle vittime del terremoto del 24 agosto 2016, un gesto di profondo rispetto e ricordo.
Erano presenti all’evento anche il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il Sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi. Nel suo discorso inaugurale, Mattarella ha paragonato l’avvio delle lezioni a un nuovo tratto di strada, un percorso inedito caratterizzato da nuove classi, nuovi studi e l’arrivo di nuovi studenti nelle prime classi, sottolineando l’inizio di un ciclo.
Il messaggio del Presidente agli studenti: cultura e futuro
Rivolgendosi direttamente ai giovani presenti, Mattarella ha lanciato un invito a guardare con fiducia al futuro e ha richiamato con forza il valore inestimabile della conoscenza. Durante un colloquio con gli studenti, moderato dal noto divulgatore Alberto Angela, il Presidente ha pronunciato una frase chiave: “la cultura rende liberi”.
Ha poi collegato il futuro della scuola e della società alle conoscenze acquisite, alla creatività, alla cultura e al dialogo costante tra le persone. Ha menzionato Amatrice, Arquata del Tronto e Norcia, luoghi simbolo colpiti dal sisma.