La testimonianza di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, nel processo milanese che la vede parte civile contro l’ex agente fotografico Fabrizio Corona, è stata nuovamente rinviata. L’udienza, inizialmente programmata per il 28 settembre 2026, non potrà avere luogo a causa dell’astensione dalle udienze proclamata dagli avvocati, che interesserà il periodo dal 23 al 29 settembre 2026. Questo ulteriore slittamento rende necessaria la ricerca di una nuova data che sia compatibile con gli impegni istituzionali della premier.
Nuovo rinvio per l'audizione della premier
L’audizione della presidente del Consiglio, attesa come momento chiave del dibattimento, era stata fissata per la fine di settembre. Tuttavia, l’adesione del difensore di Corona, l’avvocato Ivano Chiesa, all’astensione forense ha determinato l’impossibilità di procedere con la deposizione. Si tratta di un nuovo ostacolo nel calendario processuale, che obbliga le parti a ridefinire i tempi. La segreteria della presidente del Consiglio è ora impegnata a individuare una finestra temporale adeguata per consentire a Meloni di deporre.
Non è la prima volta che la testimonianza subisce un rinvio. Un precedente appuntamento era stato calendarizzato a giugno, prevedendo una trasferta di tutte le parti processuali direttamente a Palazzo Chigi per facilitare la partecipazione della premier.
Quella data, però, era stata annullata a causa di improvvisi e improrogabili impegni istituzionali. La testimonianza era stata quindi posticipata al 28 settembre 2026, data che ora, per effetto dell’astensione degli avvocati, non può essere confermata, segnando il secondo rinvio consecutivo.
Il processo per diffamazione aggravata a Milano
Il procedimento giudiziario in questione si svolge presso il Tribunale di Milano e verte sull’ipotesi di diffamazione aggravata, un’accusa mossa a carico di Fabrizio Corona. In questo contesto, Giorgia Meloni ricopre il ruolo di persona offesa e, al contempo, di teste dell’accusa. La sua presenza in aula è considerata fondamentale per l’istruttoria. L’avvocata e senatrice Giulia Bongiorno, che è stata indicata come il nuovo legale della presidente del Consiglio, aveva precedentemente confermato in aula la disponibilità della premier a recarsi personalmente a Milano per la deposizione, poi fissata per il 28 settembre.
La genesi del procedimento risiede nella querela presentata congiuntamente da Giorgia Meloni e dall’onorevole Manlio Messina. La denuncia è scaturita dalla pubblicazione di un articolo su Dillingernews.it, datato 20 ottobre 2023, il cui contenuto è al centro delle contestazioni. Il fascicolo processuale include anche altri nomi rilevanti: il sostituto procuratore Giovanni Tarzia e Luca Arnau. Quest’ultimo è indicato come direttore di Dillingernews.it per un periodo di un mese all’epoca dei fatti contestati e figura come coimputato di Corona. Nel corso di un precedente passaggio processuale, Arnau aveva già reso esame in,