Milano ha commemorato le vittime degli attentati dell’11 settembre, nel venticinquesimo anniversario della strage. La cerimonia si è tenuta venerdì 11 settembre 2026 in Largo 11 settembre 2001, davanti a Palazzo Isimbardi, sede della Città metropolitana di Milano. Hanno partecipato il sindaco di Milano e della Città metropolitana, Giuseppe Sala, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e la console generale degli Stati Uniti d’America a Milano, Carla Fleharty.
La Città metropolitana di Milano aveva invitato istituzioni, stampa e cittadinanza all'evento “11 settembre 2001.
Venticinque anni dopo gli attentati. Guardando al futuro”, iniziato alle ore 11. Il momento pubblico è stato dedicato al ricordo delle vittime degli attacchi terroristici che colpirono gli Stati Uniti, causando migliaia di vite umane e lasciando un segno indelebile nella coscienza collettiva internazionale. La commemorazione si è conclusa con la deposizione di una corona di alloro.
Le dichiarazioni istituzionali
Nel suo intervento, il sindaco Giuseppe Sala ha richiamato il carattere condiviso della memoria dell’11 settembre, legandola ai valori di libertà. Sala ha definito la tragedia ancora “scolpita nelle nostre menti”, evidenziando come l'attentato abbia colpito tutti coloro che credono nella libertà.
Ha inoltre collegato quella giornata all’idea di un mondo aperto e pacifico, infranto dagli attacchi.
Il presidente Attilio Fontana ha rievocato il momento in cui apprese le prime notizie degli attentati. Trovandosi in Consiglio regionale, Fontana ha ricordato l'arrivo di informazioni confuse sugli aerei che colpivano le Torri Gemelle. Con il passare del tempo, le notizie divennero più drammatiche e inquietanti, portando alla sospensione dei lavori per seguire le dirette. Fontana ha parlato dell’angoscia provata in quelle ore, rimarcando come quel terrorismo abbia colpito persone e valori alla base delle società prese di mira.
Alla commemorazione ha preso parte anche la console generale degli Stati Uniti d’America a Milano, Carla Fleharty.