Un drammatico episodio ha scosso l'aula di un tribunale a Udine, dove un uomo di 40 anni, Agostino Di Novo, militare dell’Esercito, è stato arrestato in flagranza di reato per aver aggredito la sua ex compagna. L'attacco è avvenuto immediatamente dopo la lettura della sentenza che lo vedeva imputato per lesioni ai danni della stessa donna, un verdetto che aveva stabilito una condanna a sei mesi di reclusione con pena sospesa. La notizia, che ha destato profonda impressione, è stata diffusa il 12 settembre 2026.
La vittima, una donna di 35 anni, si trovava in un'area dell'aula opposta a quella dell'imputato, seduta accanto alla vice procuratrice onoraria Alessandra D’Aversa.
Senza preavviso, Di Novo si è alzato dal banco degli imputati e si è scagliato con foga contro di lei. L'aggressione è stata rapida e violenta: l'uomo ha colpito la donna ripetutamente con un oggetto appuntito. Le successive verifiche hanno permesso di accertare che l'arma impropria utilizzata era un frammento di plastica, reso acuminato. La donna, immediatamente soccorsa, ha riportato ferite al collo e a una gamba ed è stata trasportata d'urgenza al pronto soccorso.
L'intervento provvidenziale in aula e l'arresto
La concitazione del momento è stata interrotta dal pronto intervento di due uomini presenti in aula. Un carabiniere e un poliziotto, che si trovavano lì in qualità di testimoni per un altro procedimento giudiziario, sono riusciti a bloccare e fermare l'aggressore.
La loro azione tempestiva ha impedito che l'aggressione potesse degenerare ulteriormente. Dopo essere stato immobilizzato, il 40enne Agostino Di Novo è stato prontamente arrestato in flagranza di reato. L'arresto è stato poi collegato all'udienza di convalida, già in programma nella mattinata del 12 settembre 2026 davanti al giudice per le indagini preliminari.
Durante i momenti più critici dell'aggressione, una fonica del tribunale ha agito con prontezza, accompagnando la donna in camera di consiglio per garantirle un luogo sicuro e proteggerla da ulteriori pericoli. L'intervento delle persone presenti nell'aula è stato cruciale per interrompere l'azione dell'uomo, che aveva già inferto diversi colpi alla 35enne.
Il procedimento giudiziario appena concluso, che aveva portato alla condanna di Di Novo, riguardava proprio l'imputazione per lesioni nei confronti della stessa ex compagna, un dettaglio che aggiunge ulteriore gravità all'accaduto.
L'ipotesi di tentato omicidio e le indagini
In seguito all'aggressione, il pubblico ministero Giorgio Milillo ha immediatamente aperto un nuovo fascicolo, procedendo con l'ipotesi di reato di tentato omicidio. Questa grave contestazione riflette la natura e l'intento dell'attacco avvenuto subito dopo la lettura della sentenza di condanna a sei mesi con pena sospesa, emessa nel processo per le precedenti lesioni. L'uomo, prima di essere fermato dal carabiniere e dal poliziotto, aveva attraversato l'intera aula, dal banco degli imputati fino al lato opposto dove sedeva la donna, per raggiungerla e aggredirla.
Il gravissimo episodio si è consumato all'interno del tribunale di Udine, in un contesto pubblico e sotto gli occhi di diverse persone, inclusi altri soggetti estranei al procedimento principale, come i due testimoni che sono intervenuti per bloccare l'aggressore. La dinamica dei fatti suggerisce una premeditazione o comunque una reazione violenta e incontrollata, scaturita dalla sentenza appena pronunciata, trasformando un'aula di giustizia in scena di un potenziale crimine.