Una situazione di emergenza è stata denunciata dal Siap di Cagliari all'interno del centro migranti di Monastir, una struttura situata nell'ex scuola della Polizia penitenziaria. La segnalazione, avanzata da Mauro Aresu, segretario provinciale generale del sindacato, evidenzia una serie di criticità sistemiche. Tali problematiche sono direttamente collegate alla compresenza delle funzioni di hotspot e Cas, ai lavori di adeguamento della struttura che risultano ancora non conclusi, al superamento della capienza massima prevista e alle precarie condizioni operative in cui versano le forze dell'ordine.
Il personale di polizia è quotidianamente impegnato in attività essenziali come la vigilanza, l'identificazione dei migranti e la gestione delle complesse pratiche di immigrazione.
Di fronte a questo quadro, Aresu ha sollecitato con urgenza una decisione chiara e definitiva riguardo la destinazione d'uso della struttura. La sua posizione è netta: “A Monastir bisogna chiudere al più presto l'hotspot o il Cas per i migranti richiedenti asilo”. La denuncia del Siap mette in luce che i migranti soggiornano in condizioni definite fortemente precarie, una diretta conseguenza dei lavori di adeguamento incompleti. Parallelamente, il personale delle forze dell’ordine si trova a operare con un numero insufficiente di unità e in locali giudicati palesemente non idonei alle funzioni svolte.
Il sindacato ha inoltre ribadito che il costante superamento della capienza massima prevista rappresenta uno degli elementi più gravi e determinanti di questa critica situazione.
Le richieste urgenti del Siap per il centro di Monastir
Il sindacato insiste con fermezza affinché l’ex scuola della Polizia penitenziaria sia destinata in modo esclusivo a una singola e ben definita funzione: o come hotspot o come Cas. Aresu ha sottolineato che questa scelta è indispensabile per garantire il rispetto del numero di ospiti consentito per la struttura, evitando così ulteriori sovraffollamenti. Ha inoltre richiamato con forza l'attenzione sul ruolo cruciale della politica, la quale, secondo le sue affermazioni, è già stata sollecitata in merito dall’Autorità di Pubblica Sicurezza.
La proposta del segretario provinciale è inequivocabile: la struttura deve essere adibita esclusivamente a una delle due funzioni, mantenendo sempre un numero di ospiti che non superi la capienza massima stabilita.
Il Siap ha tenuto a precisare di aver denunciato questa complessa e insostenibile situazione a Monastir ormai da molti mesi, senza aver riscontrato soluzioni adeguate. La richiesta finale e più pressante del sindacato si concentra sull'organizzazione e il potenziamento del personale: “Lanciamo l'ennesimo appello al Dipartimento PS per l'invio immediato di rinforzi straordinari per la gestione ad hoc della struttura”. Il personale a cui si fa riferimento include specificamente gli operatori dedicati alle delicate attività di vigilanza e quelli incaricati delle complesse procedure di identificazione e delle pratiche burocratiche legate all'immigrazione.
Il ruolo degli Hotspot nel sistema di accoglienza nazionale
Nel contesto del sistema nazionale di accoglienza, gli hotspot sono ufficialmente riconosciuti come strutture di primo soccorso e accoglienza. Queste strutture sono altresì indicate come punti di crisi, luoghi dove si concentra la prima gestione degli arrivi.