Un cittadino tunisino di 25 anni è deceduto mentre tentava di entrare in Italia, celato in un'auto imbarcata sul traghetto da Tunisi a Palermo. Il giovane, senza documenti, è stato ritrovato senza vita l'8 settembre 2026 a Palermo, dopo una segnalazione giunta durante la traversata. La vettura, a bordo della nave diretta nel capoluogo siciliano, è stata il luogo della scoperta del corpo del migrante, da parte della proprietaria del veicolo, anch'essa tunisina.
La donna si è accorta del decesso durante la navigazione e ha allertato il personale del traghetto.
L'equipaggio ha contattato la polizia marittima, che ha atteso l'arrivo dell'imbarcazione al porto di Palermo. Dopo l'approdo, gli agenti hanno avviato i primi accertamenti sulla vicenda e sulla posizione della proprietaria dell'auto, indicata come la persona che ha segnalato la morte del venticinquenne.
Le indagini dopo l'approdo
Al porto di Palermo è intervenuto un medico legale per una prima ispezione sul corpo del giovane. La Procura ha disposto l'autopsia per chiarire le cause del decesso. Questo provvedimento si inserisce nelle indagini avviate dopo il ritrovamento del migrante, che viaggiava privo di documenti e nascosto nell'auto sul collegamento marittimo tra Tunisi e Palermo.
La proprietaria dell'auto è stata interrogata negli uffici della polizia marittima dal sostituto procuratore Claudio Camilleri.
Al termine, la giovane donna è stata fermata con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Gli investigatori hanno identificato il veicolo come un'Audi A4, con il migrante nel bagagliaio. La donna, definita incensurata, è al centro degli accertamenti per ricostruire la dinamica del viaggio e stabilire la sua conoscenza della presenza del giovane nell'automobile.
Verifiche della squadra mobile
La Procura ha affidato ulteriori verifiche alla sezione Immigrazione della squadra mobile di Palermo. Gli accertamenti mirano a ricostruire il viaggio, a definire il momento in cui la donna è venuta a conoscenza della presenza del giovane nel bagagliaio e le circostanze dell'allarme. Tra gli elementi chiave da chiarire vi è se si sia trattato di un aiuto personale o di un possibile traffico organizzato di migranti. Il cellulare e pochi effetti personali della vittima sono stati sequestrati per le indagini.