Giorgio Munari, l’amministratore delegato di Monterosa Ski, è stato assolto lo scorso 16 settembre 2026 nell’ambito del processo con rito abbreviato. Il procedimento riguardava il tragico incidente sul lavoro avvenuto a Gressoney-La-Trinité nel settembre del 2024, che vide la morte di Stefano Rabaglio, un operaio di 51 anni, dipendente della stessa società che gestisce gli impianti di risalita. La sentenza per Munari ha stabilito l’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”. Contestualmente, nel medesimo procedimento giudiziario, Aurelio Consol, il tecnico macchinista responsabile dell’avvio dell’impianto al momento dell’incidente, ha patteggiato una pena di 10 mesi di reclusione.
Le difese di Munari e Consol sono state curate rispettivamente dagli avvocati Michele Peracino e Renzo Cocchi. La famiglia della vittima, Stefano Rabaglio, è stata invece rappresentata legalmente dall’avvocato Jacques Fosson. L’incidente mortale è strettamente collegato alle operazioni sulla funivia Stafal-Sant’Anna: Rabaglio era impegnato in delicate attività di manutenzione sui cavi quando, in circostanze ancora oggetto di indagine, rimase fatalmente schiacciato tra il carrello di manutenzione e il distanziatore della funivia, perdendo la vita sul posto.
Il procedimento giudiziario e le posizioni degli imputati
Il fascicolo aperto dalla Procura di Aosta aveva inizialmente formulato l’ipotesi di reato di omicidio colposo, aggravato dalla violazione delle specifiche normative in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro.
La richiesta di rinvio a giudizio aveva coinvolto direttamente sia l’amministratore delegato della Monterosa Ski, Giorgio Munari, sia il dipendente Aurelio Consol. Per quanto concerne Munari, la contestazione si focalizzava sull’omessa valutazione dei rischi inerenti alle complesse operazioni di manutenzione della fune, proprio quella su cui stava intervenendo Stefano Rabaglio al momento del decesso. L’udienza preliminare, un passaggio cruciale del processo, era stata precedentemente calendarizzata per l’8 ottobre.
La scelta di procedere con il rito abbreviato ha determinato la conclusione della posizione di Munari con la sua assoluzione piena. Per Aurelio Consol, invece, identificato come il dipendente che in quel frangente stava manovrando attivamente la funivia Stafal-Sant’Anna e che, come ricostruito, avviò l’impianto, il percorso giudiziario si è definito con il patteggiamento di una pena di 10 mesi di reclusione.
Il cuore della tragica vicenda rimane l’incidente avvenuto durante le delicate operazioni di manutenzione dell’impianto, mentre l’operaio Rabaglio era impegnato a lavorare sui cavi della funivia, un compito che gli è risultato fatale.
La ricostruzione dell’incidente
La ricostruzione preliminare degli inquirenti indicava che Stefano Rabaglio si trovava su una pedana appositamente collocata sul tetto dell’impianto, nell’ambito delle sue mansioni.