Un turista tedesco di 43 anni ha perso la vita martedì 8 settembre 2026, precipitando dalla Ferrata Zandonella, situata sulla Croda Rossa di Sesto, al confine tra le province di Belluno e Bolzano. Il tragico incidente si è verificato nell'area della ferrata, dove alcuni escursionisti, allarmati da grida provenienti dalla zona del Circolo est, hanno prontamente lanciato l'allarme al 118.

La chiamata di soccorso è giunta intorno alle 12:30. L'intervento ha visto l'immediato dispiegamento del Suem di Pieve di Cadore, che ha raggiunto il luogo dell'incidente con un elicottero.

L'equipaggio, seguendo le indicazioni degli escursionisti, ha individuato il corpo dell'uomo all'interno di un canalone sottostante la ferrata. Il tecnico di elisoccorso e il personale sanitario sono stati calati sul posto. Una volta raggiunto il 43enne, il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso, sopraggiunto a causa dei gravi traumi riportati durante la caduta.

Il recupero della salma e le indagini

Dopo l'accertamento del decesso, la salma è stata caricata su una barella, recuperata dall'elicottero e trasportata al Rifugio Lunelli, situato a Padola, in provincia di Belluno. Qui è stata affidata ai soccorritori della Val Comelico e alla Guardia di Finanza per tutte le procedure del caso.

È stato accertato che l'uomo si trovava solo al momento dell'incidente e, aspetto cruciale per la ricostruzione, nessuno ha assistito direttamente alla caduta.

Il turista indossava un regolare kit da ferrata, elemento che suggerisce una preparazione adeguata all'attività. Nonostante ciò, non è stato possibile determinare il punto esatto dal quale sarebbe scivolato prima di precipitare nel canale. La caduta è stata stimata in oltre 80 metri. La ricostruzione iniziale indica che la morte è direttamente correlata ai gravi traumi subiti durante la precipitazione, come confermato dal personale medico intervenuto sul luogo.

Dinamica e contesto dell'intervento

La Croda Rossa di Sesto, teatro dell'evento, è una montagna che si erge in un'area di confine tra il Bellunese e l'Alto Adige, rendendo gli interventi di soccorso spesso complessi.

L'operazione è partita dal versante veneto, con l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore mobilitato a seguito della segnalazione giunta alla Centrale del 118. Il punto di riferimento fornito dagli escursionisti era la zona del Circolo est della Ferrata Zandonella, dove l'equipaggio ha poi localizzato il corpo nel canalone.

Il Rifugio Lunelli, punto di arrivo della salma dopo il recupero, si trova a Padola, un luogo strategico per le operazioni in Val Comelico. Il trasferimento al rifugio ha permesso l'affidamento della salma ai soccorritori locali e alla Guardia di Finanza per le procedure legali e l'identificazione formale. Gli elementi raccolti finora delineano un quadro di un incidente isolato, senza l'intervento di terzi o malfunzionamenti evidenti dell'attrezzatura.