Ad Assisi, il 9 settembre 2026, la comunità dei frati minori conventuali del Sacro Convento di San Francesco è intervenuta per chiarire la propria posizione in merito alla mancata autorizzazione concessa alla Fraternità San Pio X di recitare pubblicamente il Credo all'interno della Basilica di San Francesco. La decisione è stata comunicata attraverso fra Giulio Cesareo, portavoce della comunità francescana, in risposta alle precedenti dichiarazioni rilasciate dal superiore del distretto italiano della Fraternità San Pio X, don Gabriele D’Avino.

Il fulcro della questione, come spiegato dai frati, risiede nelle rigorose norme che regolano l'uso pubblico della Basilica per celebrazioni e momenti di preghiera. Fra Giulio ha sottolineato che all'interno della chiesa “nessuno può pregare pubblicamente in maniera autonoma”, poiché il luogo di culto ospita già celebrazioni pubbliche con orari prestabiliti. È stato inoltre ribadito che la Basilica è un luogo di culto cattolico e, pertanto, sono ammesse esclusivamente celebrazioni liturgiche e preghiere pubbliche da parte di fedeli appartenenti alla Chiesa cattolica che si trovino “in piena comunione con il Romano Pontefice”.

La posizione del Sacro Convento sul pellegrinaggio

Fra Giulio Cesareo, a nome dell'intera comunità dei frati del Sacro Convento, ha espresso comprensione per il disappunto e la delusione manifestati dai pellegrini, i quali non hanno potuto concludere il loro percorso spirituale nel modo desiderato.

Tuttavia, la spiegazione fornita dai frati rimane saldamente ancorata alla natura intrinseca della Basilica e alla consolidata organizzazione delle celebrazioni pubbliche già calendarizzate al suo interno.

La controversia, dunque, non riguarda l'accesso individuale al luogo di culto per la preghiera privata, bensì la richiesta di un atto pubblico specifico, come la recita del Credo. La posizione chiara della comunità del Sacro Convento distingue nettamente tra la preghiera individuale e le iniziative pubbliche autonome, le quali non sono permesse nella Basilica al di fuori delle celebrazioni stabilite e delle forme liturgiche riconosciute per un luogo di culto cattolico.

Il richiamo al 40º anniversario dello Spirito di Assisi

Nella medesima replica, fra Giulio ha colto l'occasione per collegare la discussione all'imminente 40º anniversario dello Spirito di Assisi. Questo evento storico, un grande incontro di preghiera interreligioso per la pace, fu promosso e guidato da Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986 proprio nella città umbra. In quell'occasione, Giovanni Paolo II convocò ad Assisi capi e rappresentanti delle Chiese cristiane, delle Comunità ecclesiali e delle Religioni del mondo per una Giornata mondiale di preghiera per la pace, un momento di profonda unità e dialogo.