A Isernia, il 9 settembre 2026, pendolari, studenti fuori sede e cittadini della provincia hanno rinnovato la richiesta di ripristino delle corse della linea autobus Isernia-Pescara. Il servizio, gestito da Atm Molise, ha subito una riduzione dal 1° dicembre 2025, causando disagi. La mobilitazione si è concretizzata in una petizione popolare su Change.org, che ha superato le 600 firme, raggiungendo 613 adesioni. Queste sono state allegate a una nuova istanza formale indirizzata alla Regione Molise, alla Provincia e al Comune di Isernia.

Questa iniziativa segue una precedente Pec, inviata a inizio anno, rimasta senza riscontro.

I firmatari sottolineano come la soppressione delle corse impatti negativamente su studenti universitari, lavoratori e residenti dei comuni lungo la statale 650 Trignina. L'istanza evidenzia che i tagli penalizzano gli spostamenti nel fine settimana e i collegamenti vitali con il nodo universitario e ferroviario di Pescara-Chieti.

Le corse richieste nell'istanza

Tra le tratte cancellate figurano quattro collegamenti essenziali: Isernia-Pescara delle 14:30 nei feriali, Isernia-Pescara delle 17:30 della domenica, Pescara-Isernia delle 18:30 nei feriali e Pescara-Isernia delle 21:00 della domenica. La petizione mira al ripristino completo del servizio o, in via prioritaria, alla riattivazione di due corse indispensabili per il fine settimana.

La prima richiesta minima riguarda la corsa Pescara-Isernia del venerdì alle 18:30, fondamentale per il rientro degli studenti fuori sede. La seconda è la corsa Isernia-Pescara della domenica alle 17:30, cruciale per il ritorno nelle sedi di studio e lavoro. L'istanza evidenzia l'assenza di treni diretti sulla tratta, affermando che l'autobus rappresenta l'unica alternativa al mezzo privato lungo un'arteria stradale definita pericolosa.

Alternative respinte e il diritto al trasporto

I promotori della petizione hanno fermamente respinto le soluzioni alternative, che prevedono l'utilizzo di vettori privati o interscambi a Termoli e San Salvo. La posizione espressa nell'istanza ribadisce che il trasporto pubblico locale è un "diritto essenziale". Viene sottolineata la necessità di evitare cambi complessi o l'impiego di linee commerciali con tariffe di mercato, che penalizzerebbero gli utenti dipendenti da questo collegamento.