Decine di istituti scolastici a Bologna e provincia hanno risposto con un chiaro messaggio al recente clima di tensione e agli attacchi alla libertà di espressione: “Nessuno è straniero”. Questa iniziativa, promossa dalla Flc-Cgil, si concretizza nell'esposizione di striscioni, cartelli e manifesti all'interno delle scuole, affermando con forza i principi di accoglienza e inclusione dopo l'approvazione del decreto scuola.
La mobilitazione sindacale si inserisce in un contesto di forte dibattito, richiamando anche un episodio significativo avvenuto il 25 settembre a Genova.
Presso la scuola Daneo, uno striscione con la scritta “Qui nessun* è stranier*”, realizzato da genitori e bambini, sarebbe stato rimosso dalle forze dell’ordine. La Flc-Cgil critica apertamente il decreto scuola, approvato con decretazione d’urgenza dal Consiglio dei ministri il 24 settembre 2026, definendolo lesivo dei diritti e parte di una cornice più ampia di misure discriminatorie.
Il decreto scuola e il limite del 30% di studenti
Al centro della mobilitazione vi è la questione del limite del 30% di studenti stranieri nelle classi. In Emilia-Romagna, i dati relativi all’anno scolastico 2024/2025, diffusi dalla Cgil, rivelano che poco più di 5.000 classi, su un totale di quasi 25.000 attive, operavano già in deroga al tetto preesistente del 30% di studenti con cittadinanza non italiana.
Questa quota regionale corrisponde al 20,6% delle classi totali.
Nello specifico, nel territorio di Bologna, le classi in deroga erano 880 su 5.205, pari al 16,9%. Percentuali più elevate si registravano in altre province, come Piacenza, con il 34%, e Parma, con il 33%. È importante sottolineare che il testo del decreto approvato dal governo si applica alle classi iniziali dei cicli scolastici, ovvero prime elementari, medie e superiori. La misura prevede inoltre esclusioni per i bambini e gli studenti che hanno già frequentato per un certo periodo la scuola italiana, non riguardando quindi indiscriminatamente tutti gli studenti con cittadinanza non italiana.
Le posizioni sindacali sull'inclusione scolastica
Monica Ottaviani, segretaria regionale della Flc Cgil, ha espresso una ferma condanna del decreto, definendolo una misura “propagandistica”, di difficile applicazione pratica e potenzialmente dannosa per il modello inclusivo della scuola italiana. Questa posizione del sindacato si allinea perfettamente con la segnalazione proveniente da Bologna, dove l’esposizione dei cartelli negli istituti è intesa come una chiara presa di posizione sul ruolo della scuola pubblica e sulla difesa della libertà di espressione e dei diritti fondamentali all'interno degli ambienti educativi.