La giudice per l’udienza preliminare (gup) di Milano, Francesca Ballesi, ha recentemente depositato le motivazioni della sentenza che, il 4 giugno 2026, ha condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione Randi Martinez Despaigne. Il 28enne cubano, imputato per l’omicidio volontario del 13enne Hazem Ahmed, aveva optato per il rito abbreviato. L’episodio si è verificato a Milano, in viale Vittorio Veneto, nel maggio del 2025, al culmine di una lite scaturita durante una compravendita di droga avvenuta in pieno pomeriggio.

Nelle motivazioni, la giudice Ballesi ha confermato l’imputazione per omicidio volontario, ma ha contestualmente escluso l’aggravante legata alla minore età della vittima.

La decisione si è incentrata sull’errore scusabile dell’imputato riguardo all’età del ragazzo. Hazem Ahmed, infatti, con un’altezza di un metro e 80 centimetri e un peso di 86 chilogrammi, presentava secondo la gup «una fisicità» più tipica di un maggiorenne che di un adolescente di soli 13 anni.

L'esclusione dell'aggravante della minore età

La sentenza ha beneficiato dell’applicazione dello sconto di un terzo della pena, come previsto dal rito abbreviato scelto dall’imputato, e ha inoltre riconosciuto a Despaigne le attenuanti generiche. Nelle sue motivazioni, la gup ha specificato che il 28enne non era a conoscenza della reale età di Hazem Ahmed al momento della condotta criminosa, ritenendo invece che la vittima fosse maggiorenne.

La fisionomia e la corporatura del ragazzo sono state considerate elementi determinanti, compatibili con quelle di una persona adulta.

La giudice ha ulteriormente evidenziato che l’imputato non intratteneva alcun rapporto preesistente con il 13enne e, di conseguenza, non avrebbe potuto avere contezza della sua effettiva età. Secondo la ricostruzione fornita dalla sentenza, l’aggravante della minore età deve essere strettamente collegata a un coefficiente di prevedibilità concreta sull’età della vittima; un elemento che, nel caso specifico esaminato, non è stato ravvisato. La conseguente esclusione dell’aggravante ha contribuito al riconoscimento delle attenuanti e allo sconto di pena derivante dal rito abbreviato.

I dettagli dell'omicidio a Milano

L’aggressione fatale risale al 16 maggio 2025. Hazem Ahmed, all’epoca tredicenne, fu colpito mortalmente durante una lite scaturita da una piccola compravendita di hashish nella zona di Porta Venezia. La ricostruzione processuale ha identificato viale Vittorio Veneto come il luogo esatto dell’episodio. Il giovane fu immediatamente trasportato in ospedale, ma nonostante due settimane di ricovero, morì a causa di una grave ferita al costato e un polmone perforato da molteplici coltellate.