Un’operazione congiunta dei Carabinieri di Trento e della Procura Distrettuale Antimafia ha interrotto un vasto traffico internazionale di cocaina, proveniente dal Perù e transitante per la Spagna, destinato al nord Italia. L’intervento, denominato “Aquila Nera”, è scattato all’alba del 22 settembre 2026, coinvolgendo diverse province italiane: Trento, Bolzano, Vicenza, Verona, Rovigo, Roma, Frosinone, Varese e Ragusa. L’ordinanza di custodia cautelare ha riguardato 20 persone, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e di migranti clandestini.

Le indagini, durate quattro anni, hanno permesso di ricostruire i canali di rifornimento utilizzati da cittadini sudamericani per l'importazione di cocaina.

Smantellati tre gruppi criminali e ingenti sequestri

L’operazione ha portato allo smantellamento di tre distinti sodalizi criminali, composti prevalentemente da sudamericani e dediti al traffico di cocaina. Nel corso delle attività, sono state arrestate in flagranza sette persone: cinque in Italia e due tra Perù e Paraguay. Il sequestro complessivo ammonta a 82 chilogrammi di cocaina, di cui 60 in Paraguay e otto in Perù, tutti destinati al mercato italiano. Gli investigatori hanno documentato oltre 1.300 cessioni di droga. È inoltre emerso che un presunto vertice di uno dei gruppi, durante la detenzione, avrebbe continuato a impartire ordini ai sodali tramite un telefono introdotto clandestinamente in carcere.

L’episodio in Slovacchia e il traffico di migranti

Il fascicolo d’inchiesta include un episodio del dicembre 2022 in Slovacchia, dove due indagati furono arrestati mentre trasportavano 15 migranti clandestini siriani. Ciascun migrante aveva pagato 700 euro per l’ultimo tratto del viaggio. Le indagini hanno rivelato che gli indagati noleggiavano autoveicoli in provincia di Trento, con pagamenti non tracciati, per questi trasporti illeciti.