A Chieti, la storica sede del Comune, Palazzo d’Achille, ha riaperto eccezionalmente le sue porte al pubblico il 26 settembre 2026. L'edificio, simbolo della città e rimasto inaccessibile dal 2009 a seguito del terremoto che ne aveva compromesso la stabilità, si prepara ora a un'importante fase di riqualificazione e miglioramento sismico. Questi interventi, attesi da lungo tempo, sono stati finanziati con un investimento significativo di 5,3 milioni di euro.
L'iniziativa, realizzata in collaborazione con l'associazione ScopriTeate, ha offerto ai cittadini l'opportunità di riscoprire la ricca storia del palazzo e di conoscere in dettaglio i lavori futuri.
All'evento hanno preso parte figure istituzionali e tecniche di rilievo, tra cui il sindaco Giovanni Legnini, l'assessore ai Lavori pubblici Luigi Febo e l'ingegnere Giampiero Di Primio, il cui studio è responsabile della progettazione degli interventi. Durante l'incontro, è emerso un dato preoccupante: diversi lavori eseguiti in passato dovranno essere completamente rifatti, essendo stati giudicati errati. La storia recente del palazzo è stata segnata anche dal furto della statua di Achille a cavallo, un episodio che ha privato la città di uno dei suoi emblemi più riconoscibili.
Il lungo percorso verso il recupero e le tappe future
Il sindaco Giovanni Legnini ha sottolineato con forza il significato di questa riapertura, definendo Palazzo d’Achille come "la casa di tutti i cittadini", rimasta chiusa per ben 17 anni.
Il primo cittadino ha evidenziato le molteplici criticità accumulate nel corso del tempo, le inadempienze passate e la necessità improrogabile di rifare interventi già eseguiti, collegando direttamente queste problematiche alla fondamentale questione della sicurezza sismica dell'immobile, fulcro del prossimo e decisivo intervento di recupero.
L'assessore Luigi Febo ha illustrato la complessità dell'operazione e ha delineato le tappe amministrative e operative previste per il ritorno alla piena funzionalità del palazzo. Ha annunciato che "entro fine anno avremo il progetto", specificando che il bando di gara sarà pubblicato a gennaio. La consegna dei lavori, ha spiegato Febo, richiederà tempi lunghi a causa della natura articolata del complesso.
Ha concluso la sua esposizione con una metafora evocativa: "Oggi è la prima mattonella, un primo passo che ci porterà a rientrare nel 2028". Questo quadro temporale prevede quindi la finalizzazione del progetto entro la fine del 2026, l'avvio della gara d'appalto a gennaio 2027 e il rientro degli uffici comunali e la piena fruibilità dell'edificio stimati per il 2028.
L'iniziativa di apertura e il suo contesto culturale
L'apertura straordinaria del 26 settembre è stata organizzata con accesso libero dalle ore 16:00 alle 18:00, presso la sede di Piazza San Giustino. Per ragioni di sicurezza, legate alla natura del cantiere e alla necessità di garantire l'incolumità dei visitatori, l'accesso al piano superiore dell'edificio è stato contingentato.
Questa iniziativa non è stata un evento isolato, ma si è inserita come anteprima di un più ampio percorso culturale denominato "Ri-Generazione Chieti: la storia dei luoghi, il racconto del loro recupero". Tale rassegna è dedicata alla riscoperta e alla valorizzazione dei principali palazzi storici della città, con l'obiettivo di raccontarne la storia e illustrare i complessi processi di recupero e riqualificazione che li riguardano. Il Comune di Chieti ha così voluto offrire un segno tangibile di trasparenza e partecipazione civica, permettendo alla cittadinanza di toccare con mano lo stato attuale di un bene comune di inestimabile valore storico e culturale.