La Segreteria Nazionale del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia) ha sollecitato il Ministero dell'Interno per un intervento urgente e risolutivo sulle criticità che affliggono il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Palazzo San Gervasio. La richiesta, avanzata dal Siulp di Potenza e resa nota il 14 settembre 2026, evidenzia la necessità di un concreto e strutturale potenziamento degli organici, definendo la situazione attuale come cronica e insostenibile.
Il sindacato ha collegato la sua istanza al tragico decesso di un giovane ospite e ai gravi episodi di violenza verificatisi successivamente all'interno del Centro.
Questi eventi, secondo il Siulp, dimostrano inequivocabilmente l'inefficacia di un modello organizzativo non più sostenibile. Viene inoltre denunciato l'impiego sistematico del personale della Polizia di Stato nella cosiddetta 'area rossa', dove gli agenti sarebbero chiamati a svolgere compiti che, per normativa e logica organizzativa, spetterebbero all'ente gestore individuato dalla Prefettura.
Potenziamento degli Organici e Riorganizzazione delle Aree
Il Siulp ha sottolineato la carenza cronica di Ispettori e ha chiesto che il potenziamento del CPR di Palazzo San Gervasio si concentri con la massima urgenza sull'incremento del personale. Il Centro, si legge nella nota, non può continuare a essere gestito come un 'servizio aggiuntivo', che sottrae risorse umane già insufficienti ad altri Uffici della Polizia di Stato, compromettendo la stabilità organizzativa del presidio.
È stata proposta anche una revisione del modello organizzativo e logistico del Centro, ispirandosi a schemi già adottati in altri CPR. Tale modello prevede l'impiego ordinario delle Forze di Polizia nella 'area sicura', riservando l'accesso all''area rossa' alle sole esigenze di ordine e sicurezza pubblica, polizia giudiziaria e polizia amministrativa. L'obiettivo è separare la presenza ordinaria degli operatori dalle attività che richiedono interventi specifici di sicurezza e funzioni di polizia.
Anche il COISP chiede interventi urgenti
Alle sollecitazioni del Siulp si aggiungono quelle del COISP (Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia), che ha anch'esso richiesto un intervento urgente per affrontare le criticità organizzative, operative e logistiche che riguardano il personale della Polizia di Stato impiegato presso il CPR di Palazzo San Gervasio.
La Segreteria Nazionale del COISP ha evidenziato come le difficoltà non possano più essere gestite con soluzioni emergenziali, aggregazioni temporanee o il ricorso sistematico allo straordinario.
Il COISP ha espresso il proprio cordoglio per la perdita di vita avvenuta nel CPR e ha richiamato l'attenzione sulle difficili condizioni di lavoro degli operatori. Tra le problematiche denunciate figurano carenze di organico, problemi di vitto e alloggio, servizi usuranti, frequenti tensioni e l'impiego di personale del CPR anche presso la Questura di Potenza. Il sindacato ha criticato il ridimensionamento della vigilanza alla fascia oraria 8-20, sostenendo che una struttura come il CPR richieda una presenza e un presidio adeguati nell'arco delle 24 ore, in particolare nelle ore serali e notturne.
Le richieste congiunte per un modello stabile
Tra le richieste avanzate dal COISP figurano il potenziamento stabile degli organici, la presenza H24 della Polizia di Stato e di un funzionario, la revisione della vigilanza, la previsione di contingenti adeguati per accompagnamenti e rimpatri, il riconoscimento delle competenze economiche, la verifica dei protocolli di sicurezza e un confronto urgente con le organizzazioni sindacali. Il sindacato ha concluso chiedendo l'istituzione di una struttura stabile della Polizia di Stato a Palazzo San Gervasio, dotata di uomini, mezzi, organizzazione e condizioni dignitose per gli operatori, superando definitivamente le soluzioni temporanee.