La Procura di Pordenone ha iscritto nel registro degli indagati due medici in seguito alla morte di una donna di 66 anni, residente a Valvasone, in provincia di Pordenone. Il decesso è avvenuto il 21 luglio presso l’ospedale di San Vito al Tagliamento. La paziente era stata precedentemente ricoverata al Policlinico San Giorgio per problemi ortopedici, ma durante la degenza aveva iniziato a lamentare forti dolori addominali, culminati in una perdita dei sensi. Una radiografia aveva evidenziato fin da subito elementi compatibili con una perforazione intestinale, ma tale quadro clinico non sarebbe stato riconosciuto per giorni da un chirurgo ortopedico e da un anestesista coinvolti nella gestione del ricovero.

Il trasferimento d’urgenza all’ospedale di San Vito al Tagliamento si è reso necessario dopo l’aggravarsi dei sintomi. La donna è poi deceduta nella struttura sanitaria del Pordenonese. L’indagine mira a verificare se la gestione del ricovero sia stata caratterizzata da un’eventuale condotta colposa. Per fare luce sulla vicenda, la Procura ha richiesto l’esumazione della salma e l’esecuzione dell’autopsia.

Gli accertamenti disposti dalla Procura

Gli accertamenti tecnici prenderanno il via con il conferimento dell’incarico ai consulenti Antonello Cirnelli e Saverio Donato Pianalto, fissato per il 21 settembre. L’autopsia avrà il compito di chiarire il quadro clinico complessivo e di contribuire alla verifica delle eventuali responsabilità nella mancata individuazione della perforazione intestinale durante il periodo di ricovero precedente al trasferimento d’urgenza.

Il procedimento giudiziario coinvolge due professionisti: un chirurgo ortopedico e un anestesista. L’ipotesi al centro degli accertamenti riguarda l’interpretazione del quadro clinico emerso durante il ricovero, in particolare in relazione ai dolori addominali riferiti dalla paziente e agli elementi radiografici che indicavano la perforazione. La donna, di 66 anni, originaria di Valvasone, era inizialmente in cura per problemi di natura ortopedica.

Il trasferimento all'ospedale di San Vito al Tagliamento

L’ospedale di San Vito al Tagliamento, dove la paziente è stata trasferita e dove è poi deceduta, è un presidio ospedaliero di base. La struttura serve un bacino d’utenza stimato tra gli 80 mila e i 150 mila abitanti e ha sede in via Savorgnano 2, con un riferimento anche a piazzale Linteris 4.