L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha emesso a Trieste, il 17 settembre 2026, una comunicazione ufficiale per fare chiarezza sulle indagini in corso che interessano l'ente. La nota evidenzia la netta distinzione tra i procedimenti aperti, sottolineando come questi differiscano per oggetto e natura. L'attenzione si concentra in particolare sugli accertamenti condotti dalla Procura regionale della Corte dei Conti, i quali rivestono una natura prettamente contabile e si riferiscono a atti amministrativi adottati negli anni precedenti al 2025.
L'attività istruttoria è, al momento, ancora in fase preliminare.
Nel dettaglio della comunicazione, l'Autorità ha ribadito che le vicende in esame riguardano «procedimenti distinti, diversi per oggetto e natura». Sul fronte degli accertamenti contabili, l'ente ha specificato che «la Procura regionale della Corte dei Conti sta svolgendo accertamenti di natura contabile relativi ad atti amministrativi adottati negli anni precedenti al 2025». Questa precisazione è fondamentale per inquadrare il perimetro temporale degli atti amministrativi sotto verifica, collocandoli esplicitamente prima del 2025, e per sottolineare che la fase istruttoria è tutt'altro che conclusa.
La posizione dell'Autorità portuale sugli accertamenti
L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha espresso piena e incondizionata fiducia nella professionalità dei propri dirigenti. Contestualmente, ha richiamato l'importanza del dovere di tutelare la reputazione dell'ente stesso e di tutte le persone che vi operano. La nota ufficiale ha inoltre evidenziato il profondo rispetto per il lavoro svolto dagli organi competenti e ha confermato la piena e continua collaborazione con tutte le autorità coinvolte nei diversi accertamenti.
Questo chiarimento giunge in un contesto in cui il porto di Trieste è interessato da più filoni di verifica. Un procedimento, seguito dalla Procura, si concentra su un presunto flusso finanziario di circa 22 milioni di euro, nell'ambito di indagini relative a una possibile indebita percezione di fondi pubblici.
Parallelamente, un secondo fronte investigativo, di competenza della Corte dei Conti, riguarda un'istruttoria amministrativa focalizzata sulle indennità dei dipendenti dell'Autorità portuale. In questo caso, si ipotizza un presunto danno erariale stimato in circa un milione di euro. È stato ribadito con forza che i due procedimenti, sebbene paralleli, risultano essere distinti e indipendenti l'uno dall'altro.
Dettagli sui procedimenti e i soggetti coinvolti
Nel fascicolo relativo all'indagine contabile, sono stati notificati specifici atti di messa in mora. Questi atti hanno coinvolto figure di spicco che hanno ricoperto ruoli chiave all'interno dell'Autorità, tra cui l'ex presidente dell'Authority, Zeno D'Agostino, e l'ex segretario generale, Vittorio Torbianelli. La netta distinzione tra i vari procedimenti in corso è un punto fermo della comunicazione dell'Autorità, volta a fornire un quadro chiaro e trasparente della situazione.